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Palermo e la violenza

Quel punto interrogativo di troppo


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città, fragala, stragi, violenza, Cronaca

Palermo è una città violenta? Non c'è un punto di domanda di troppo? Lo si potrebbe mettere alla fine di un'altra frase. Quando mai il capoluogo non è stato un violento? Difficile isolare, nel dopoguerra, dalla fine degli anni cinquanta, periodi non violenti. Sono stati uccisi magistrati, preti, giornalisti, imprenditori, uomini delle forze dell'ordine, centinaia di persone nelle guerre di mafia, bambini. E' stato sfregiato, con non meno violenza, il territorio. Tuttavia, in seguito all’uccisione di Enzo Fragalà, dopo le minacce alla politica palermitana, registrando le aggressioni di giovani ai conduttori dei bus, c'è qualcosa che inquieta. Come se già non si fosse visto tutto e di più. O come se quel tutto e di più fosse caduto nell'oblio. La memoria gioca di questi scherzi. Non solo quella personale. Quando un’intera società la smarrisce, ed è come se cominciasse sempre dal giorno dopo, qualche inquietudine è d’obbligo. Dopo l’omicidio Fragalà più di una voce, anche autorevole, si è levata. Si è detto, e scritto, che non ci si riconosceva più in Palermo, perché questa è una città serena. Vivere in una città pacificata, riconciliata con se stessa, è un auspicio che qualsiasi uomo, qualsiasi donna, dotati almeno di un minimo di ragionevolezza, non possono che augurarsi. Ma dal pensare di trascorrere i propri giorni in un posto siffatto, vivendoci pienamente, al fare diventare tale idea realtà quasi tangibile, piena, ce ne corre. Se c'è un modo per cominciare a costruire una città serena è quello di non cancellare il passato, il tanto sangue, innocente e colpevole, che è colato come magma sulle nostre strade. Ma non basta. Occorre che la politica, quella che elegge e quella che viene eletta nelle pubbliche istituzioni, sia sempre meno clientela e compromissione con i poteri criminali. Con dispendio infinito di risorse pubbliche. Può fare tanto la politica, possono fare molto i palermitani. In negativo e in positivo. Al momento il pendolo pende decisamente verso il meno.