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Il nostro "pesce d'aprile"

Franco, Ciccio, Giovanni, Paolo:
tutti i perchè di una "boutade"


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franco franchim ciccio ingrassia, giovanni falcone, paorlo borsellino, Cronaca
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano uomini di spirito e pieni di vita. Giovanni Falcone cantava e schitarrava nelle feste tra amici. Esistono foto che lo ritraggono vestito da carnevale. E non mancavano troppi anni alla sua morte. Paolo Borsellino aveva la battuta facile. Gli piaceva "babbiare" con gli uomini della scorta. Antonino Vullo, il suo autista, lo vide sorridere e accendersi una sigaretta in via D'Amelio. E la fine era già lì. Abbiamo scherzato un po' con la storia dell'aeroporto e della intitolazione fasulla, ma è uno scherzo che si presta a una riflessione. Perché - a parte le sparate dei politici - siamo convinti che tanti lo pensino davvero. Che alcuni vorrebbero scalzare dalla Sicilia il marchio di Capaci e via D'Amelio, come si scaccia il malocchio dalle case infestate. Una "questione di marketing" E' il dramma delle nostre maschere. Togli una e metti l'altra. Il tragico o il comico in una fissità non emendabile. Scegli: la risata guittiforme di Franchi e Ingrassia, la maschera morturaria di Falcone e Borsellino. Cosa assaggerai? L'idea nascosta e molesta è: possiamo forse verniciare un aeroporto con i colori del trapasso violento, lì nel luogo sospeso tra terra e cielo, quando corpo e anima avrebbero piuttosto bisogno dei film di Franco e Ciccio per sollevarsi sul serio dalla paura dei ritorni e delle partenze nell'azzurro? Pensiero naturale e surreale,  premessa sbagliata.
L'errore è ricordare soltanto la morte di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, e scordare il resto, in un colossale e sterile rito della retorica che riconosce il senso di una vicenda all'ultima pagina strappata. Eroi perché cadaveri.  Invece dovremmo sapere che quelle conclusioni tragiche, quel violento, duplice finis vitae,  conservano un valore immenso perché sono le appendici di due esperienze inestimabili, perchè il confine innaturale dell'addio è stato preceduto da un cammino umano, utile e bello che ha reso preziosi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino agli occhi di coloro che ne hanno condiviso o sfiorato i passi. Non c'è inno più sincero alla vita e alla Sicilia dell'aeroporto "Falcone e Borsellino" di Palermo. Non ci sono segnali più forti  di Giovanni e Paolo che lottarono, cantarono, scherzarono. E, alla fine, con coraggio, morirono, si staccarono da terra. Indimenticabili come certi decolli o atterraggi contro il primo sole, quando da noi fiorisce la primavera.