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Claudio Fava e il Pd

"Hanno cambiato scelta di campo"


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claudio fava, pd, Politica
Claudio Fava

Claudio Fava



“Il Partito Democratico ha cambiato la sua scelta di campo: alle elezioni era contro Lombardo, ora invece è insieme al governatore”. E’questa la critica principale che Claudio Fava, già segretario regionale dei Democratici di Sinistra e attuale coordinatore della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà, rivolge a molti degli ex compagni di partito approdati tra le fila del  Pd siciliano.

Fava, lei negli ultimi tempi ha più volte criticato l’atteggiamento "aperturista" e dialogante del Pd nei confronti di Lombardo. Se adesso arrivasse anche il sostegno alla manovra finanziaria da parte dei democratici, il suo giudizio come muterebbe?
"Certamente in negativo. Il Pd non sarebbe più il Pd, ma una costola del Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo. Quello che caratterizza e identifica un partito non è il nome, ma i suoi comportamenti. Il Pd si è ben guardato dal chiedere le dimissioni di Lombardo che, ricordiamolo, è formalmente iscritto sul registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa".

Il sostegno del gruppo parlamentare del Pd è, però, indispensabile per la sopravvivenza del Lombardo-ter, considerati i numeri che si sono a sala d’Ercole. Come si esce da questo stallo?
"C’è una strada sola: si torni a votare. Abbiamo già chiesto questo e torneremo a farlo con una conferenza stampa la prossima settimana. Chiederemo l’autosospensione di Lombardo, chiederemo al Pd di ritirare i suoi due assessori in giunta, in modo tale da certificare la profonda crisi politica in cui è sprofondata la nostra regione".

Qual è stato, secondo lei, l’errore principale dei democratici in questa delicata fase attraversata  dalla politica regionale?
"L’assenza di chiarezza. Noi di Sinistra Ecologia e Libertà alle elezioni regionali abbiamo chiesto il consenso degli elettori, abbiamo ottenuto il 5% sostenendo il nostro candidato presidente, Anna Finocchiaro, e adesso siamo e restiamo all’opposizione. Il Pd, invece, ha chiesto il consenso sostenendo anch’esso la Finocchiaro, e contro Lombardo, ma ora a differenza nostra è con Lombardo. Il Pd non può assicurare il suo appoggio ad un governo dal forte imprinting culturale e ideologico come quello di Lombardo".

E questo a una parte della base del partito, agli elettori e ai militanti, sembra proprio non andare bene. C’è il rischio che si acuisca ancor di più questa distanza dal gruppo dirigente del partito, alimentando così i fenomeni della disaffezione e dell’astensionismo?
"Se alla base non vanno più bene i vertici del partito, si scelgano altri rappresentanti, altri dirigenti, altri parlamentari: sono questi i passaggi che definiscono l’identità democratica di un partito. Se l’alternativa fosse tra Lombardo e il Pd che si riduce a stampella di Lombardo stesso, mi rendo conto che la società civile possa scegliere la strada dell’astensionismo. Occorre costruire un’alternativa seria a questa idea avvilita e avvilente di gestione del potere politico siciliano. Il problema di fondo è questo: l’autonomia della politica siciliana dal clientelismo e da altre logiche perverse di potere e  illegalità. Non possiamo rassegnarci ad avere tutti gli ultimi presidenti della Regione condannati o indagati per collusioni o rapporti con la mafia".