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Ecco il decalogo del Presidente


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Caro Direttore, Le querele e le citazioni a giudizio non gli bastano più. I funzionari di Palazzo d’Orleans mi hanno pure notificato un decalogo dal titolo: “Vademecum del giornalista gradito al Presidente”. Sono norme alle quali da ora in poi dovremo tutti, ahimè, rigorosamente attenerci. Eccole.


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Caro Direttore,

Le querele e le citazioni a giudizio non gli bastano più. I funzionari di Palazzo d’Orleans mi hanno pure notificato un decalogo dal titolo: “Vademecum del giornalista gradito al Presidente”. Sono norme alle quali da ora in poi dovremo tutti, ahimè, rigorosamente attenerci. Eccole.

Art. 1. Nel descrivere le movenze del presidente, il giornalista tenga conto del fatto che il Nostro non cammina ma incede, non parla ma declama, non guarda ma scruta.

Art. 2. Se si fa riferimento al governo presieduto dal Nostro è fatto obbligo a chiunque di apporre, dopo la parola governo, i due aggettivi costitutivi: “moderno e innovativo”.

Art. 3. Nel citare il luogo che diede i natali al Nostro è severamente vietato l’uso del termine “Ammazzapatri”. Va scritto testualmente: “Grammichele, ridente cittadina abbarbicata su un cocuzzolo calatino”.

Art. 4. Nell’elencare i dodici assessori che, come gli apostoli, fanno da corona al Presidente è fatto obbligo a chiunque di seguire un rigoroso ordine alfabetico in modo che risulti sempre in prima posizione l’amatissimo Armao Gaetano.

Art. 5. E’ severamente vietato l’uso della parola opposizione. Il Governatore, unico titolare del consenso espresso dai siciliani,  non ha oppositori ma “conventicole di vili che agiscono nell’ombra”.

Art. 6. Nel caso fosse indispensabile un riferimento alle accuse mosse da un nucleo disfattista annidato dentro la Procura di Catania, è obbligatoria l’apposizione della seguente nota a margine: “Trattasi di infamità”.

Art. 7. Qualora fosse necessario un riferimento storico alla sua cultura antimafia, è obbligatorio ricordare che il Nostro, fin dalle scuole elementari, “ha sempre fatto i nomi”. Soprattutto nelle ore di storia e geografia.

Art. 8. Qualora fosse necessario un riferimento storico alla sua formazione politica, è severamente vietato ogni riferimento alla sua antica amicizia con Totò Cuffaro e all’occupazione militare, tramite il fedele Pistorio, dell’assessorato alla Sanità.

Art. 9. Nell’eventualità di una intervista o di una conferenza stampa, ai cronisti ammessi è consentita quest’unica domanda: “Presidente, perché non ci parla dei suoi successi?”.

Art. 10.  E’ fatto obbligo ai singoli giornalisti e all’Ordine dei Giornalisti di segnalare eventuali sacche di dissenso. I sovversivi, o presunti tali, verranno subito trascinati in un’aula di tribunale. A prescindere dalle cose che andranno a scrivere