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I dirigenti esterni della Regione

Nove supermanager appesi a un filo


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regione, supermanager, Politica
Ore decisive per la sorte dei nove dirigenti generali esterni nominati dal governo Lombardo. Dopo un limbo durato mesi, senza mai la firma di un contratto, pare prendere quota l'ipotesi di un benservito per i supermanager. Nulla è stato deciso in via definitiva, ma sarebbe questa la linea prevalsa in giunta ieri. Il segretario generale Enzo Emanuele avrebbe avuto mandato di verificare nuovamente i curricula degli esterni La parola fine alla telenovela dovrebbe arrivare alla prossima riunione di giunta domani e comunque, al massimo, nel giro di pochi giorni.

La vicenda, spinosa, era approdata all'attenzione della Corte costituzionale dopo l'impugnativa, con conflitto di attribuzione, sollevato dal governo nazionale, su iniziativa del ministro Fitto, all'inizio di marzo. La delibera impugnata dal governo Berlusconi era quella del 20 dicembre dello scorso anno con cui si nominavano dirigenti generali nove esterni, cioè persone non facenti parte della pubblica amministrazione regionale. L'intervento del governo, caldeggiato dal Pdl "lealista" siciliano, era stato considerato fuori luogo da Raffaele Lombardo perché in materia non sarebbe competente lo Stato bensì la Regione.

Ma l'impugnativa del consiglio dei ministri era stata solo l'ennesima puntata di una polemica più lunga. C'era stata una commissione ad hoc istituita dalla Regione che si era pronunciata sulla questione, concedendo il via libera. Ma le nomine avevano suscitato anche le attenzioni della Corte dei Conti, che peraltro, in questi giorni ha notificato a Palazzo d'Orleans un avviso di messa in mora da 580 mila euro per la nomina di un dirigente esterno (Patrizia Monterosso) fatta nel 2005 dalla giunta allora presieduta da Totò Cuffaro.

I nove esterni sono Nicola Vernuccio (Attività produttive), Patrizia Monterosso (Formazione e Istruzione), Salvatore Barbagallo (Agricoltura), Rino Lo Nigro (Agenzia per l'impiego), Gian Maria Sparma (Pesca), Rossana Interlandi (Energia), Maurizio Guizzardi e Mario Zappia (Sanità), Romeo Palma (Ufficio legislativo e legale). I loro contratti non sono mai stati firmati e da gennaio lavorano senza percepire stipendio. E non è difficile prevedere che, se davvero il governo optasse per un arrivederci e grazie, la vicenda potrebbe avere strascichi giudiziari per iniziativa degli stessi esterni mollati.