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Parla il presidente Lombardo

"Succede tutto per i rifiuti"


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 "Tutto quello che sta accadendo ed è accaduto al governo regionale e a me personalmente, e tanti episodi politici sono strettamente collegati alle scelte fatte in settori delicati come quello dei rifiuti". Ne è convinto il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, che collega "indiscrezioni di stampa, anche false" e "attacchi politici all'attività di rispetto della legalità e di bonifica del governo". Secondo il governatore "ci sono tre elementi dai quali non si può prescindere", e cita l'abolizione dell'Arra, l'Agenzia regionale per i rifiuti e l'acqua; la delibera 124 dell'aprile 2009 con cui la Giunta regionale sostanzialmente ha bloccato la realizzazione dei termovalorizzari; il Piano regionale dei rifiuti.

Due ore di interrogatorio per dare un contributo importante da parte della Regione siciliana alla magistratura sulle infiltrazioni della mafia nel sistema dei rifiuti". Così il governatore Raffaele Lombardo riassume i contenuti della sua deposizione, ieri sera, in qualità di persona informata dei fatti, alla Procura di Palermo. Il presidente della Regione si è detto "soddisfatto per l'incontro con i magistrati" che ritiene "possa avere un seguito con una nuova deposizione". Anzi, osserva, "non esclude di essere sentito da altre procure siciliane" visto che, spiega, il "sistema dei rifiuti riguarda tutta l'Isola". Lombardo è stato sentito dai pm che indagano su presunte infiltrazioni mafiose e irregolarità nella realizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia, i sostituti Nino Di Matteo e Sergio De Montis e l'aggiunto Leonardo Agueci, dopo le sue denunce pubbliche sul business dei termovalorizzatori. Un'indagine che ieri haa portato oggi a una serie di perquisizioni nelle sedi di decine di imprese di tutta Italia e all'Agenzia regionale per i rifiuti, ente appaltante delle gare.