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Palazzo delle Aquile ancora non decide

Tarsu, la storia infinita


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consiglio comunale, palermo, tarsu, Politica
A differenza delle fiction americane, sulle quali prima o poi cala il sipario, per il regolamento Tarsu non si trova un finale adeguato. Tra complicatissimi calcoli di coefficienti e aperture più o meno esplicite, è andata in archivio un‘ennesima settimana con la seduta di ieri del Consiglio comunale palermitano, senza che la delibera sulla tassa dei rifiuti abbia fatto passi avanti. Un voto c’è stato, sì, su un emendamento presentato dall’opposizione, che prevedeva un ridimensionamento dei costi del servizio nell’ordine dei 30 milioni di euro, con un conseguente livellamento della percentuale di aumento del tributo, portandolo dal 75 a circa il 50 per cento. Diciassette i contrari e quattordici i favorevoli. Tre gli astenuti, quelli del Pdl Sicilia, che a conti fatti hanno portato la bilancia dalla parte del “no”. Tutto come da copione, anzi no.

Non che nel corso della seduta (iniziata alle tre di pomeriggio per essere chiusa alle ventidue) si fosse stati vicini alla votazione del regolamento, ma ad un certo punto le posizioni di maggioranza e opposizione sono state più prossime che mai, se si tiene conto delle tre e più settimane di discussione ai ferri corti a Sala delle Lapidi sulla Tarsu. Maggioranza e opposizione d’accordo sull’interrogare i revisori dei conti, per vedere se fosse possibile una riduzione dei costi del servizio. Giulio Tantillo, capogruppo Pdl: “A noi interessa primariamente dare un nuovo regolamento alla città, ed evitare ogni sorta di ostruzionismo”. Davide Faraone, consigliere Pd: “Sono disposto, se si intravede la possibilità di abbassare i costi, a ritirare le centinaia di emendamenti che avevo a suo tempo depositato”.

I revisori dei conti sono arrivati e sono stati consultati. Dopo di ciò il Pd ha presentato l’emendamento previsto, contando 88 milioni di costi effettivi per il servizio di raccolta. A quel punto le posizioni di maggioranza e opposizione sono ritornate quelle di partenza. La variabile del Pdl Sicilia, però, non ha fatto saltare il banco e si è astenuta forse dovendo fare i conti con equilibri politici non solo comunali ma anche regionali: “Dobbiamo essere responsabili – dice il miccicheiano Manfredi Agnello - e tenere conto delle emergenze sociali legate al passaggio di questo regolamento”.

Per lunedì prossimo è prevista la prossima seduta a Palazzo delle Aquile. Si riparlerà di Tarsu, mentre manca poco più di un mese all’ultima data disponibile per l’approvazione del bilancio. Sempre che le convergenze non siano più parallele.