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Francesco Cascio sulla strage di Capaci

"Una ferita mai rimarginata"


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Francesco Cascio, giovanni falcone, Politica
''L'assassinio di Giovanni Falcone è una ferita mai rimarginata. La sua figura di uomo che amava profondamente la propria terra e per essa lottava instancabilmente - scontrandosi spesso con una mentalità paludata, che percepiva la sua volontà di cambiamento come una minaccia - rimarrà per sempre scolpita nella storia della Sicilia come l'esempio più emblematico di lotta alla mafia''. Lo afferma il Presidente dell'Ars, Francesco Cascio, ricordando la figura di Giovanni Falcone per il diciottesimo anniversario della strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio del 1992, in cui, insieme al Giudice, persero la vita la moglie, Francesca Morvillo, e gli agenti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. ''Falcone - continua Cascio - è stato un magistrato coraggioso e innovatore, in particolare nella sua attività al ministero della Giustizia. Grazie alle sue intuizioni si sono rinvenuti metodi diversi e più efficaci di lotta alla mafia, che si sono rivelati determinanti anche per il raggiungimento dei grandi risultati ottenuti successivamente''.

''Il vento nuovo che si respira in Sicilia - conclude - rende onore al sacrificio di questi uomini e donne coraggiosi, ma bisogna continuare a proseguire imperterriti la lotta a Cosa Nostra, tenendo in ferma considerazione che quella alla criminalità organizzata è una battaglia di civiltà, che tutti, indipendentemente dai colori politici e dalle proprie idee, dobbiamo perseguire con una voce univoca e con una volontà imperturbabile''.