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Chiedono la stabilizzazione

Il fiume di precari invade Palermo
Lombardo ne parlerà con Tremonti


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E' stata una mattinata bollente a Palermo. Oggi lungo le strade del capoluogo siciliano ha sfilato un lungo corteo composto da oltre 10.000 precari, secondo le stime di Peppe Cardenia, uno dei coordinatori regionali del MGL. I precari hanno richiesto a gran voce la stabilizzazione da parte della Regione, che invece non si muove di un passo in questo senso, avendo le mani legate dal patto di stabilità firmato insieme al Governo. Questi precari infatti, secondo le normative regionali, ora dovrebbero essere pagati in gran parte dai Comuni, che però non hanno le risorse finanziarie per mantenere tutti questi lavoratori. Impossibile dunque rinnovare i contratti a tempo determinato di tutti i precari, che rischiano di non avere lavoro nei prossimi mesi. A tal proposito, oggi al comune di Contessa Entellina in provincia di Palermo è arrivato ad alcuni lavoratori il primo avviso della scadenza del contratto di diritto privato stipulato dalla Regione.
Il corteo, composto da precari e sindaci di diverse città siciliane, è partito da piazza Marine ed è arrivato fino a Palazzo Orleans. Una delegazione di precari e alcuni sindaci hanno incontrato, dopo una lunga attesa, diversi esponenti politici regionali per far luce sulla situazione di oltre 22.000 precari sparsi in tutta la Sicilia. L'incontro però non ha avuto gli effetti sperati: ha fatto rinviare solamente di qualche giorno l'attesa di questi lavoratori. Lino Leanza, assessore regionale al Lavoro, ha annunciato che “tutto è rimandato al 4 giugno, quando i precari potranno avere un colloquio con Raffaele Lombardo. Il presidente della Regione si farà portavoce di fronte al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, chiedendo una deroga al patto di stabilità”. Una soluzione, questa, che non fa stare sereni il popolo di precari sceso in piazza oggi a Palermo. In molti c'è la sensazione che si sta procedendo ad un interminabile scaricabarile.
Massimo Bontempo, coordinatore regionale del MGL, dice: “Ci sono grandi problematiche. Chiediamo la richiesta della deroga del patto di stabilità. Nelle legge 16 del 2006 c'era stata una proroga fino al 31 dicembre 2008, cosa che invece non è avvenuta oggi. La regione e i sindacati sono completamente disinteressati alla questione, non operandosi in nessun modo concreto per risolvere la situazione di oltre 22.000 precari. Oggi con questo corteo vogliamo manifestare il nostro dissenso. Questo è lo sciopero dei lavoratori, di coloro che vivono il problema, indistintamente dal colore politico. Per questo noi ci dissociamo dalle sigle sindacali (CGIL, CISL, UIL) che protesteranno il 4 giugno con un colore politico preciso”. Queste dichiarazioni sono state raccolte prima della decisione di Leanza di far slittare ogni decisione al 4 giugno con l'incontro tra precari e Lombardo. Volenti o nolenti, per i precari dunque si profila un unico e grande corteo insieme a quelle sigle sindacali da cui si sono distaccati. Dello stesso avviso del coordinatore regionale dei precari, è Filippo Travaglia, il sindaco di S. Agata di Militello in provincia di Messina, che constata tristemente: “E' assurdo spesare ancor di più le amministrazioni comunali. E' impossibile che chi rende servizi locali, come questi precari, non possano essere contrattualizzati. Il governo deve porre fine al precariato di questi lavoratori, che sono una grande forza lavoro della Sicilia”. Più drastico e più duro il sindaco di Marsala, Renzo Carini: “Siamo di fronte a dei lavoratori in nero legalizzati. Da troppo tempo si rimanda questa questione urgente, non è più possibile andare avanti con questo scaricabarile. Bisogna pensare anche che questi lavoratori non hanno diritto nemmeno alla pensione perché non pagano i contributi previdenziali”.