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Grasso: "In certi contesti ai magistrati serve consenso"


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I magistrati possono avere bisogno di consenso per la loro azione perché "operare in certi contesti senza il consenso vuol dire essere lasciati soli": lo ha affermato Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, ricevendo il Sigillo della Pace del Comune di Firenze in Palazzo Vecchio. Grasso, che stamani non ha voluto rilasciare dichiarazioni a margine dell'iniziativa a cui partecipa, ha ringraziato le istituzioni locali e le associazioni antimafia che lo hanno accolto nella sua trasferta toscana, in occasione dell'anniversario della strage di via dei Georgofili: "Io sono quello dell'antimafia che fa repressione, e non avrei bisogno del consenso, come magistrato", ha detto, spiegando che "non é" come "la politica, che ha bisogno del consenso. Però operare in certi contesti senza il consenso - ha aggiunto - vuol dire essere lasciati soli, e questi sono segnali che in terre di infedeli contano tantissimo". "Quindi grazie per questa vicinanza data dalle fondazioni che rappresentano la società civile, ai meravigliosi giovani della Toscana che non solo hanno fatto manifestazioni e cortei, ma concretamente con i contributi delle amministrazioni locali, hanno aiutato coloro che attraverso Libera lavorano nelle terre a Corleone, San Giuseppe Jato, queste terre dove c'é bisogno di aiuto. Bellissimi esempi che io cito sempre - ha concluso Grasso - perché questa regione dà questi esempi di società civile sana".