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TERREMOTI

Seminario di geologi a Siracusa sul rischio in Sicilia


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Sono stati 18.000 i terremoti registrati dalla rete sismica nazionale tra il 6 aprile 2009, data del rovinoso evento sismico in Abruzzo, e lo stesso mese di quest'anno. Una lunga scia che ha interessato anche la Sicilia, l'ultimo il 7 giugno scorso con il terremoto al largo delle isole Eolie di magnitudo 2.5. Un'attività che ha fatto tornare di grande attualità il problema sismico in Sicilia legato alla vulnerabilità dei manufatti e sottolineato una volta di più la necessitatà di avere risposte professionalmente adeguate e incisive. Per questo l'Ordine dei geologi di Sicilia svolgerà da domani a sabato a Siracusa, nella sede di Confindustria, un seminario sulle "Ntc '08'', la nuova normativa sismica entrata in vigore subito dopo i fatti dell'Aquila dello scorso anno, tenuto da docenti del Politecnico di Bari. "La scelta di Siracusa non è casuale - spiega Antonio Gallitto, consigliere dell'Ordine dei geologi di Sicilia - lo abbiamo fatto perché è la provincia più vicina alla oramai tristemente nota scarpata Ibleo-Maltese, quella grossa faglia a mare che provoca i terremoti più violenti e pericolosi del settore sud orientale isolano, sia perché vogliamo porre la giusta attenzione sui terreni rocciosi, di cui la questa area è prevalentemente costituita, in quanto roccia non vuol dire, necessariamente, sicurezza e resistenza ai terremoti". Il vicepresidente dell'Ordine dei geologi di Sicilia, Carlo Cassaniti, sottolinea il ruolo delicato che riveste la figura del geologo nelle Ntc '08: ''La costa Ionica è a elevatissimo rischio sismico - sottolinea - e questo seminario vuole essere l'ennesima dimostrazione di come sia sempre più imprescindibile l'incontro e la sinergia tra il mondo accademico e quello professionale, perché si arrivi all'obiettivo comune rappresentato dalla mitigazione massima del rischio sismico".