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Il blitz di Agrigento

Ecco i calciatori coinvolti


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agrigento, droga, ex calciatori, Licata, Cronaca
Droga, inganni e raffiche di arresti. Sono queste le parole chiave dell'operazione "Ballarò", che potrebbe avere portato a una decisiva frenata nel traffico di stupefacenti nell'agrigentino. Al centro del btliz - conclusosi all'alba di oggi e condotto dai carabinieri della compagnia di Licata e da quelli del comando provinciale di Agrigento, tutti agli ordini del colonnello Mario Di Iulio - 56 persone di tutte le età, tra uomini, donne e perfino minori. Al centro dell'inchiesta spicca il nome di una giovane promessa calcistica, Pietro Concialdi, classe 1989, attaccante dell'Akragas, la prima squdra agrigentina, che milita nel campionato di Eccellenza. Concialdi non è il solo sportivo coinvolto nell'inchiesta, tra gli arrestati vi è anche C.B, minorenne, calciatore della Gattopardo di Licata. E proprio a Licata e dintorni si è svolta l'operazione dei carabinieri, che, dopo due anni di indagini,  hanno colpito un giro del crimine complesso, articolato e dalle molteplici trame territoriali. Il giro dei trafficanti, infatti, partiva da Licata, stoccava la roba a Palermo, nel quartiere Ballarò e poi tornava a rifornire l'intera provincia dei Templi. Non basta, i presunti spacciatori, avrebbero avuto contatti con altre centrali di smercio della droga pesante a Catania, Milano e perfino in Germania. La compagine di trafficanti era rodata al punto  - come hanno riferito gli inquirenti   - che un chilo e mezzo di droga leggera era piazzata nel giro di un paio di giorni. Per il trasporto della droga, gli indagati utilizzavano i metodi più semplici: dalle autovetture, fino ai mezzi pubblici.Il denaro ricavato - in linea con una collaudata strategia economica votata al crimine - veniva reinvestito nel settore o al più utilizzato per l'acquisto di armi da fuoco. Gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, non solo dell'accusa di traffico di sostanze stupefacenti, ma anche di quelle di detenzione e porto abusivo di armi, riciclaggio di acqua pubblica, minaccia e violenza agli elettori.