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Arrestati in 29

Ecco la banda della droga:
dalla Campania alla Palermo "bene"


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Seguendo una pecora si è arrivati al gregge. Così gli investigatori della squadra mobile di Palermo spiegano l'operazione denominata, appunto, "Dolly Show" dal nome della famosa prima pecora clonata in Scozia. L'indagine, infatti, prende le mosse dalla segnalazione di un confidente a proposito dell'attività di spaccio di un pusher. L'uomo è stato intercettato e pedinato portando alla ricostruzione di un vasto organigramma che funzionava su tre livelli: lo spacciatore comune, i fornitori di medio livello e le fonti di approvvigionamento in Calabria e Campania. L'operazione, scattata stamane all'alba, ha portato all'arresto di 20 persone fra Palermo, Napoli e Firenze, mentre altre nove si trovavano già in carcere.

L'organigramma. Il primo passo ricostruito dagli inquirenti i fratelli Enrico e Salvatore Alfano dello Zen legati, anche da vincoli di parentela, a Massimiliano Caltabellotta, il primo snodo della droga. Questi impiegava, in una sorta di holding familiare, anche il fratello Michele e la sorella Alessandra. Loro rifornivano gli spacciatori. Fra questi, colui che riforniva i pusher della "Palermo bene": Giorgio Napolitano. La droga passava da lui a Sabrina Di Blasi, segretaria di Totò Cintola, e Davide Zammito. Caltabellotta riforniva anche Fabio Cucina, Fabio Oliveri, Domenico Lo Iacono e Manfredi Mendolia che era il chimico dell'organizzazione.

Un altro snodo è rappresentato da Salvatore D'Anna, vicino a Caltabellotta, che gestiva i rapporti con i trafficanti di droga. Seguendo lui si è arrivati in Campania, a Ciro Di Napoli, ed è stato svelato un altro canale di approvvigionamento: quello che porta a Palermo, a Nicolò Pecoraro e Paolo Chiaramonte. Ma Di Napoli riforniva anche la piazza catanese, attraverso Salvatore Ensabella.

I soldi falsi. Nei vari sequestri susseguitisi, gli investigatori hanno anche svelato uno spaccio di banconote false da 50 e 20 euro per 65 mila euro. Sequestrati anche 60 chili di droga fra hashish e cocaina che provenivano, rispettivamente, dalla Calabria (Marocco la provenienza originaria) e dalla Campania (dal Sud America).

Le intercettazioni. In calce alla conferenza stampa, il procuratore aggiunto alla procura di Palermo, Teresa Principato, ha sottolineato l'importanza delle intercettazioni. L'indagine, chiusa nel 2005 e durata due anni, "si basa su intercettazioni telefoniche che consentono di ricostruire il complesso reticolo di due organizzazioni. Non so se domani un'indagine di questo tipo si potrà fare".

Le persone colpite dall'ordinanza di custodia cautelare sono: Enrico Alfano, 31 anni, Salvatore Alfano, 57 anni, Guido Bianco, di 31, Alessandra Caltabellotta, di 35, Massimiliano Caltabellotta, di 39, Michele Caltabellotta, di 37, Pietro Paolo Carbone, di 26, Paolo Chiaramonte, di 49, Fabio Cucina, di 49, Salvatore D'Anna, di 40, Sabrina Di Blasi, di 34, Ciro Di Napoli, di 70, Salvatore Ensabella, di 65, Antonio Casoria Esposito, di 40, Domenico Filadoro, di 43, Vincenzo Giappone, di 36, Salvatore La Franca, di 75, Domenico Lo Iacono, di 35, Francesco Maggio, di 45, Manfredi Mendolia, di 74, Giorgio Napolitano, di 75, Fabio Oliveri, di 73, Nicolò Pecoraro, di 44, Rosario Raccuglia, di 68, Jean Claude Scannavino, do 77, Calogero Taormina, di 66, Vincenzo Vaglica, di 79, Vincenzo Verducci, di 54, Davide Zammito, di 38.