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La Fiat e la partita dell'Italia

Termini, tutti contro Marchionne


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''L'attacco di Marchionne ai lavoratori della Fiat di Termini Imerese è insieme volgare e provocatorio''. Lo afferma il segretario regionale della Fiom Cgil in Sicilia, Giovanna Marano, replicando alle accuse lanciate ieri dall'ad dell'azienda torinese in relazione allo sciopero proclamato a Termini in concomitanza con la partita dell'Italia ai campionati mondiali di calcio in Sudafrica.

La rappresentante della Fiom così prosegue:''Valgano tre fatti: è al limite del delirio accusare i lavoratori di assenteismo quando si è decretata la data della chiusura dello stabilimento; Marchionne parla a sproposito dello stabilimento che ha la più alta produttività, e dunque efficienza, del Gruppo Fiat. E dunque sbaglia bersaglio; il management locale di Termini Imerese, non sappiamo se con il pieno avallo dell'amministratore delegato, ed allora sarebbe gravissimo, ha prima comunicato pomposamente di avere approntato gli schermi per dare modo ai lavoratori di vedere la partita e poi ha revocato la decisione presa''.

''E' una decisione - conclude Marano - che tante aziende prendono in caso di grandissimi avvenimenti e non abbiamo notizia di revoche in altri stabilimenti. Atteggiamenti, dunque, confusi, pasticciati se non provocatori. Farebbe bene a guardare al suo interno e abbia più rispetto per i lavoratori e per la Fiom''.

Al sindacato fa eco il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burraffato:  "Marchionne non perde occasione per screditare la Sicilia e lo stabilimento siciliano. Prima dichiara in maniera infelice che fare impresa in Sicilia non e' conveniente. Oggi, nel bel mezzo della vertenza di Pomigliano, sposta i riflettori su Termini Imerese tentado di screditare dinanzi all'opinione pubblica nazionale i lavoratori siciliani".