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La proposta di legge

Borsellino: "Via i partiti dalla sanità"


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Rita Borsellino



Modalità di nomina più selettive dei direttori generali per ridurre i margini di discrezionalità di scelta della politica. Una migliore organizzazione della rete ospedaliera per garantire il diritto alla salute di tutti. Sono questi i principali punti della proposta di legge regionale d'iniziativa popolare che è stata presentata questa mattina a Palermo, nella sede di Un'altra Storia, dall'europarlamentare Rita Borsellino e da Renato Costa, segretario regionale Cgil Medici e responsabile del Cantiere sanità di Un'altra Storia. La legge, promossa da un cartello di associazioni e sindacati, è stata già depositata alla Regione siciliana. L'obiettivo, adesso, è raccogliere entro settembre le 10 mila firme necessarie per essere presentata all'Ars. "La legge di riordino della sanità approvata dal Parlamento siciliano - dice Costa - non è la grande riforma annunciata dal Governo Lombardo". Dello stesso avviso è Rita Borsellino: "Ci sono almeno due ragioni che rendono questa legge una riforma mancata - afferma - Innanzitutto, lascia invariato il sistema di lottizzazione politica di manager e primari. E in secondo luogo, istituisce una sola azienda sanitaria per provincia, senza tenere in considerazione le diverse caratteristiche territoriali. Gestire la domanda sanitaria di una provincia di 200 mila abitanti non è la stesso cosa di gestire quella di province con più di un milione di residenti". Proprio per far fronte a queste carenze nasce "Fuori i partiti dalla sanità", l'iniziativa che ha portato alla legge di iniziativa popolare. Sono due i punti centrali della proposta normativa: l'introduzione di modalità più selettive di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie e dei responsabili delle strutture sanitarie complesse, così da ridurre i margini di discrezionalità di scelta della Giunta regionale; un riequilibrio degli ambiti organizzativi delle aziende territoriali attraverso l'istituzione di una seconda azienda sanitaria locale dislocata nelle province di Catania, Messina e Palermo, individuata attraverso la trasformazione delle preesistenti strutture sanitarie ed ospedaliere già operanti nel territorio.