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Intervista al direttore dell'Ucciardone

"La nostra estate calda"


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carcere, maurizio veneziano, ucciardone, Cronaca
Una volta il carcere Ucciardone era il "Grand Hotel" dei mafiosi. Ma di sicuro questa "nomina" si fa via via più sarcastica e tagliente. Mancano i posti, manca il personale, manca l'igiene. E le due risse avvenute in questi ultimi giorni hanno acceso nuovamente i riflettori sulla situazione dei detenuti. Il direttore MaurizioVeneziano sospira a ogni risposta. Non una rassegnazione, certo. Ma il sospiro consapevole di chi si ritrova a gestire un carcere nato circa due secoli fa. Dopo i tagli che in questi ambiti il bilancio ha previsto, e che in questi giorni, lui stesso ha sottolineato, è forse un modo per farsi e fare coraggio,  anzitutto al personale penitenziario, sulla cui preparazione, Veneziano, non ha il
minimo dubbio.

Che disagi si stanno vivendo all'Ucciardone in questo momento?
"Il sovraffollamento non aiuta, le temperature eccessive non aiutano. Ma ciò non significa che la situazione non sia sotto controllo".

E le risse che sono avvenute all'interno del carcere nei giorni scorsi?
"E' innanzitutto necessario distinguere i due fatti. Venerdì il personale interno è intervenuto per salvaguardare l'incolumità dei detenuti, tra i quali era scoppiata una rissa. E nel momento delloscontro gli agenti, sono rimasti feriti. Mentre oggi (ieri, ndr) è stato uno dei detenuti, che in un momento di sconforto si è scagliato contro due agenti. Il personale continua ad operare con la solita professionalità".

Un gruppo di detenuti però ha addirittura deciso di tassarsi per poter pagare gli interventi di manutenzione del carcere.
"Ci sono stati e sono tutt'ora in corso interventi di straordinaria ristrutturazione: un reparto deve essere ultimato, mentre da un altro si dovranno ricavare nuovi posti per detenuti. C'è da considerare che questo edificio ha circa 200 anni. Di interventi di manutenzione ordinaria ce n'è bisogno in continuazione".

E i fondi ci sono?
"Si interviene con gradualità. E' logico che è necessario effettuare prima interventi di un certo tipo per poi arrivare a piccoli interventi".

Per quanto riguarda invece la carenza di personale? I sindacati affermano che nella notte di venerdì solo due agenti erano presenti a vigilare su 300 detenuti.
"Gli agenti erano quattro e non due, perchè quattro sono stati gli agenti aggrediti durante la loro azione di contenimento della rissa. Esiste poi una carenza complessiva dell'organico ordinario, rispetto all'organico effettivo. Ma è un dato oggettivo che riguarda tutte le strutture della Sicilia, e credo dell'Italia intera".

Per quest'estate sono previsti interventi?
"Si sta focalizzando l'attenzione da parte del Ministro della Giustizia Alfano e del Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, che dovrebbero realizzare un Piano Carcere. Resta infine la serietà e la professionalità del personale, ciò che contraddistingue ognuno di noi".