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Il caso Pd Sicilia

Alt da Roma e fronda interna
Tutte le spine di Cracolici e Lumia


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Antonello Cracolici



Roma mette in guardia i promotori del nascituro Pd Sicilia. Ma anche tra i deputati regionali del gruppo Lumia-Cracolici si registra qualche mal di pancia. "La ditta è una e indivisibile". Pierluigi Bersani ha liquidato così le velleità regionalistiche del progetto Pd Sicilia. Il caso è stato sollevato ieri in direzione nazionale da Enzo Bianco, contrario da sempre a ogni intesa con Lombardo. Rosy Bindi, che presiedeva l'assemblea, a quel punto ha parlato di "neomilazzismo". Ne è nato un battibecco con Antonello Cracolici, che ha difeso l'iniziativa, precisando però l'ancoraggio saldo del nascituro progetto al partito
nazionale. Parole riprese dalle agenzie e lette dai giornalisti come un distinguo dall'intervista rilasciata lancia in resta ieri mattina a Repubblica da Beppe Lumia. Poi una telefonata tra i due e il comunicato che annunciava l'iniziativa di sabato a Palermo, battesimo del Pd Sicilia che verrà.

"Una gara a sorpassarsi a vicenda per stabilire chi è più lombardiano di Lombardo", commentava ieri qualcuno poco tenero col governatore in casa Pd. Alle trattative romane a base di aperitivi di Totò Cardinale, ha risposto il tandem Lumia-Cracolici, che ha messo la freccia per il controsorpasso. A determinare questa accelerazione sarebbe stato l'aut aut di Gianfranco Miccichè, che avrebbe chiesto a Lumia di "metterci la
faccia", come scrive oggi Repubblica. Un messaggio traducibile in un ultimatum per le sorti dei due assessori "tecnici" diretta diramazione di Lumia (Marco Venturi) e Cracolici (Piercarmelo Russo). Traballava a  quel punto anche la poltrona di Mario Centorrino, poltrona assai cara a Francantonio Genovese, che dopo qualche balbettio, ieri ha rimesso in carreggiata la corrente "Innovazioni" verso l'approdo del Pd Sicilia, anche se con dichiarazioni ispirate alla prudenza, dicendosi contrario all'ipotesi di "strappi".

"Il Pd è un partito federato. Per questo il Pd siciliano valorizzerà l'autonomia ma non sarà mai indipendente dal partito nazionale al quale intende dare il proprio contributo", ha detto ieri il segretario
regionale Lupo. Sulla stessa linea le dichiarazioni di ieri di Tonino Russo e Giovanni Barbagallo. Ma tutti i big del partito romano, da Bersani a Franceschini passando per Franco Marini, guarderebbero di cattivo occhio la nascita di un Pd Sicilia. Che se si spingesse fino alla creazione di un gruppo autonomo all'Ars (quello che sarebbe assai gradito a Miccichè, che potrebbe spiegare a Berlusconi di aver spaccato il Pd in Sicilia e di essersi alleato con chi non ha nulla a che spartire con Bersani) potrebbe portare, a norma di statuto, all'espulsione dal partito di chi aderirà.

Lombardo intanto gongola. Guarda andare in scena la replica di quanto gli riuscì in casa Pdl un anno fa e pregusta il sapore di una maggioranza allargata. Gli ex margheritini potrebbero approdare nel nascituro Pd Sicilia ma con qualche distinguo. Il più tiepido nei giorni scorsi era sembrato Elio Galvagno e anche Nino Papania giorni fa ha frenato sull'abbraccio a Lombardo. Anche tra gli esponenti dell'area Lumia-Cracolici c'è qualche scettico. La fuga in avanti avrebbe spiazzato diversi deputati regionali ex Ds, e qualcuno non avrebbe gradito più di tanto l'iniziativa. Oggi all'Ars dovrebbe esserci una riunione per fare il punto e c'è da immaginare che qualche voce critiche ci sarà. "Se qualcuno nel PD vuole fare fughe in avanti le faccia da solo, per quanto mi riguarda parla a titolo personale", ha scritto stamattina, per esempio, in un comunicato stampa un Roberto De Benedictis tutt'altro che entusiasta. Anche Lillo Speziale, per esempio, ha da tempo rotto con l'ex presidente dell'Antimafia, dopo che Lumia ha sostenuto Fasulo contro di lui a Gela.

Se l'operazione Pd Sicilia non andasse in porto, a Lombardo e Miccichè resterebbe l'opzione due: mandare a casa i "tecnici" targati Pd e liberare posti in giunta per aggiungere un posto a tavola in favore di
qualche ex alleato. L'Udc, per esempio. Ma quella è un'altra storia