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Contratti e stabilizzazioni, i Cobas occupano l'assessorato della Funzione pubblica


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Durante una affollatissima assemblea del personale in corso presso i locali dell’assessorato funzione pubblica, il COBAS/CODIR ha comunicato di occupare, simbolicamente, i locali dell’assessorato con una assemblea permanente per protestare contro l’immobilismo del governo regionale su temi di importanza vitale per il futuro dei lavoratori e della stessa Amministrazione, quali i rinnovi dei contratti di lavoro economici e giuridici (scaduti da oltre 4 anni), la stabilizzazione dei contrattisti regionali e la riforma della Pubblica Amministrazione.
Nonostante, infatti, nella giornata di oggi, sia pervenuta, in extremis, una convocazione sindacale da parte dell’assessore Chinnici per le 13.30, la stessa appare come un ennesimo tentativo di prendere tempo e di volere procrastinare sine die la concreta risoluzione di queste problematiche.
“Questo comportamento dilatorio tenuto dal Governo regionale non è più tollerabile – dichiarano i segretari generali del COBAS/CODIR, Dario Matranga e Marcello Minio – dal momento che sono in gioco la dignità di 13000 famiglie che stentano, ormai, ad arrivare alla fine del mese e di 4500 precari che da oltre 20 anni non vedono ancora concretizzarsi il loro sacrosanto diritto ad una definitiva stabilizzazione. In ultimo, ma non per ultimo – continuano Minio e Matranga – protestiamo per la mancata definizione della riforma della Pubblica Amministrazione, di vitale importanza per i dipendenti e per tutti gli utenti siciliani, avviata dall’allora assessore Armao e che, oggi, nonostante le assicurazioni ricevute dal Presidente Lombardo, giace ancora nel dimenticatoio.
Non permetteremo – concludono i segretari generali - che ai lavoratori regionali venga, ancora una volta, fatto pagare il conto di una crisi voluta e causata dai nostri politici che, ancora oggi, continuano a sperperare risorse pubbliche per assumere consulenti amici, viaggi in giro per il mondo e per privilegi anacronistici che andrebbero finalmente cancellati”.