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L'analisi

Il "fotticompagno" premia Lombardo


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correnti, federalismo, lombardo, lumia, politica siciliana, Politica
“Adesso è ora di smetterla!!!”. Sì, avete letto bene. Tre punti esclamativi. Di quelli che denotano incazzatura solenne. Li ha usati Alessandra Siragusa del Pd per chiudere il suo comunicato stampa odierno. Con chi ce l'aveva? Un attimo di pazienza, prima di scoprirlo. Perché per una curiosa coincidenza, l'avvilito comunicato della Siragusa fa il paio con un'altra reprimenda durissima dettata alle agenzie da un'altra donna parlamentare siciliana, Simona Vicari del Pdl, che con parole al vetriolo lancia accuse “di incontinenza verbale accentuata dalla calura estiva". Con chi ce l'aveva? Ancora un attimo. Prima di svelare il doppio arcano, è bene ricordare che i due comunicati di cui sopra arrivano all'indomani della clamorosa bocciatura di sei dirigenti generali della Regione, che per mesi sono stati ai vertici della burocrazia siciliana, a quanto pare senza averne i titoli. Un pasticcio epocale, che rischia di gettare nella paralisi la macchina amministrativa della Regione, dopo mesi di dubbi, ritardi, tentennamenti con manager al lavoro senza stipendio e senza certezze. Ce ne sarebbe per sparare ad alzo zero sul governo responsabile di un tale disastro. E invece.

Invece, il dibattito politico in salsa sicula, oggi è monopolizzato sostanzialmente da due temi. Uno agita il centrosinistra, ed è la nascita di un fantomatico Pd Sicilia caldeggiata da Beppe Lumia. È a lui (soluzione numero uno) che Alessandra Siragusa rivolge i suoi tre punti esclamativi, accusando il senatore di essere “costantemente e a qualunque costo attaccato alla poltrona da più' di un decennio”. Gli interventi pubblici dei democratici siciliani oggi sono tutti incentrati sul litigio domestico. Pd Sicilia sì, Pd Sicilia no, con reciproci scambi di accuse, a volte anche senza guantoni.

In compenso c'è il Pdl. Dove oggi, su entrambe le sponde “lealista” e “ribelle”, non s'è parlato altro che delle dichiarazioni di Italo Bocchino che ha accusato Renato Schifani di fare il capo di una “correntina”. Apriti cielo. Pioggia di comunicati e gara tra i lealisti a chi si dimostra più schifaniano di Schifani. Ed è proprio Bocchino (soluzione numero due) la vittima della “incontinenza verbale accentuata dalla calura estiva" diagnosticata dalla Vicari.

Del flop dei dirigenti, della paralisi dell'attività amministrativa e del galleggiamento lento del governo, a nessuno importa. Lombardo gongola. Il quadretto di oggi è la cartina di tornasole del suo trionfo. Da mesi il governatore gioca dichiaratamente a spaccare i partiti. Non c'è dubbio: c'è riuscito. Ed è riuscito, soprattutto, nel capolavoro tattico di ingolfare pagine e pagine con le baruffe interne di Pd e Pdl, spostando l'attenzione dall'affanno della sua giunta.

Il sindaco di Palermo Diego Cammarata proprio ieri in un'intervista diceva di non voler finire come San Sebastiano, bersaglio delle frecciate di tutti. Lombardo, più scaltro e smaliziato del primo cittadino panormita, ha imparato a schivarle quelle frecce, lasciando che gli arcieri si colpiscano tra loro. E a proposito di Cammarata. Oggi, Gianfranco Miccichè sul suo blog s'è permesso una battuta. “L'Italia fuori dal mondiale. È l’effetto Cammarata… soccu tocca stocca!”. Carina. Certo, qualcuno tra quelli che non amano Miccichè potrebbe ricordargli come si chiama il deus ex machina che mise Cammarata su quella poltrona. Ma nessuno avrà il tempo di farlo, troppo impegnato a sbranarsi con i propri compagni di partito.