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Comune di Palermo

In aula il rebus del bilancio,
intanto si può tagliare sulle telefonate


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Il quadro completo di quello che sarà il bilancio da votare a Sala della Lapidi è ancora da venire. Se ne riparlerà all’inizio della settimana prossima: chi ha da presentare emendamenti lo può fare entro lunedì, quando in Consiglio si inizierà a trattare le delibere, mentre oggi sono stati presi in esame alcuni atti propedeutici. Il tutto, in mezzo a una ridda di numeri sui tagli pensati alla manovra, e sui capitoli di spesa dove è possibile stringere la cinghia. Come quello delle spese telefoniche, elettricità e riscaldamento previste dall’amministrazione. A detta dei democratici Davide Faraone e Salvatore Orlando: “Il Comune le mette tra le proprie spese obbligatorie, alla voce ‘utenze’ per circa 22 milioni di euro – dicono i due consiglieri Pd –, invece si può risparmiare, e trovare risorse fra le pieghe del bilancio”.

“Di questi ventidue milioni, un buon 30 per cento (circa 7 milioni) sono le spese telefoniche pagate a Fastweb, Telecom e Wind, mentre il Comune possiede un anello telematico, attraverso il quale tutte le utenze voci e dati potrebbero passare gratis solo attivando la rete esistente – spiegano Faraone e Orlando – Un altro 30 per cento sono le spese per il riscaldamento e l’elettricità pagate a Enel e Amg, mentre il Comune potrebbe installare pannelli fotovoltaici. Il totale recuperato potrebbe alla fine aggirarsi sui 14 milioni”.

Da sciogliere invece è ancora il nodo su chi, tra Giunta e Consiglio, debba mettere mano allo squilibrio del bilancio, venutosi a creare dopo i tagli operati dalla Finanziaria di Tremonti, per circa novanta milioni per i prossimi due anni. E con in più i 18 milioni, messi in preventivo dall’amministrazione, venuti a mancare con l’approvazione della Tarsu. A tal proposito Manfredi Agnello, capogruppo del Pdl Sicilia, ribadisce: “L’insistenza dell’Amministrazione attiva di pretendere che il Consiglio comunale si prenda l’onere di provvedere al riequilibrio di bilancio, la messa in mora dell’aula da parte della Ragioneria con scadenza il 7 luglio, e l’ultima delibera di giunta che ci invia le somme da spostare, sono degli errori – afferma il miccicheiano – Se ne prenda atto e si provveda a iscrivere all’ordine del giorno un bilancio riveduto”. Mentre dai banchi della maggioranza l’intenzione sembra quella di accelerare i tempi, per arrivare al più presto all’approvazione.