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Resistono Guizzardi, Barbagallo e Palma

La lunga notte dei manager
Tre "salvi", sei a casa


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Tre salvi, sei "a casa". La lunga notte dei dirigenti generali si chiude con una parziale sorpresa. La giunta, fissata dapprima per la mattina di mercoledì, quindi per le 18,30 di ieri, è iniziata alle 20,30 e s'è protratta ben oltre la mezzanotte, "inaugurando" la giornata di venerdì con una notizia non del tutto scontata. Anzi. L'idea che circolava era infatti quella di un "rompete le righe" generale. Un "tutti a casa" che avrebbe azzerato la dirigenza generale, nata con un "vizio" fin dall'origine dell'iter di nomina. Nessun confronto con gli "interni" già presenti alla Regione. Come imporrebbe la norma Brunetta.
E invece, restano al loro posto Salvatore Barbagallo (Agricoltura), Maurizio Guizzardi (Pianificazione strategica) e Romeo Palma (Ufficio legislativo e legale). E la sorpresa, se di sorpesa si può parlare, è proprio nel "salvataggio" di quest'ultimo. Palma, infatti, non risulta iscritto all'Ordine degli avvocati. Condizione senza la quale sarebbe illegittima la sua nomina al vertice proprio di quell'ufficio. Ma evidentemente in Giunta si sarà trovato il modo per aggirare il problema, o quantomeno indicata la strada per sanare la situazione. Magari la nomina a un altro ramo dell'amministrazione.
Per quanto riguarda invece Barbagallo e Guizzardi, la sorpresa è relativa. I due, infatti, erano gli unici dirigenti generali usciti "sani" dalle relazioni di Pitruzzella ed Emanuele. Avevano titoli ed esperienza. E sono rimasti al loro posto.
Fuori tutti gli altri. Nicola Vernuccio (Attività produttive), Rossana Interlandi (Energia), Patrizia Monterosso (Formazione e istruzione), Gianmaria Sparma (Pesca e Mario Zappia (Sanità). Per Sparma, in verità, la giunta s'è riservata un "supplemento di indagine", mentre per Rino Lo Nigro (Agenzia per l'impiego) c'è stato solo da prendere atto della sua richiesta di pensionamento, ma comunque i suoi titoli erano stati dichiarati insufficienti. Ultimo atto quindi? Si vedrà. Vernuccio, la Monterosso e la Interlandi sarebbero ancora "attori" del procedimento di fronte al Tar, la cui udienza è fissata per il 6 luglio, nella quale si sarebbe dovuto decidere del ricorso degli ex dirigenti generali "interni", defenestrati a gennaio. Le revoche renderanno inutile anche quell'appuntamento? Intanto, il primo luglio dovrebbe partire la "nuova" amministrazione regionale, con decine di nomine da firmare. E servirà qualcuno che le firmi.