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La cattura di Falsone

A tradirlo è stata una patente nautica


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Il latitante Giuseppe Falsone a Marsiglia aveva preso una patente nautica presentando una carta d'identità italiana: la foto presentata per il nuovo documento però non ha convinto le autorità italiane che evidentemente erano informate da quelle francesi. Da qui le indagini della Procura e della polizia in Francia hanno avuto un notevole impulso. ''Marsiglia non si può definire una roccaforte della mafia, ma ci sono delle informazioni che abbiamo avuto grazie all'Aisi che ci hanno consentito di focalizzare la nostra attenzione li', come appunto la patente nautica. A quel punto abbiamo individuato - ha detto il dirigente della sezione criminalità organizzata della squadra mobile di Palermo, Nino De Santis. - tre siti di potenziale interesse per la presenza del latitante nella citta' francese. Poi a poco a poco abbiamo rintracciato interessi su attività bancarie e commerciali fino ad arrivare all'indirizzo definitivo in Boulevard Notre Dame, dove stava in affitto in un monolocale con soppalco di 120 mq''. ''Falsone era un appassionato di informatica e delle potenzialita' offerte dai nuovi sistemi multimediali. Questo particolare lo avevamo già scoperto ai tempi della perquisizione nel covo a Palazzo Adriano - ha sottolineato De Santis - usava anche Skype per comunicare e abbiamo individuato infatti anche il suo nickname - Inoltre guardava i siti Internet del Giornale di Sicilia e di Grandangolo. Anche queste intercettazioni telematiche si sono rivelate fondamentali''.