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Congresso del Pd a Palermo

Lumia contro Lupo:
"Assente ingiustificato"


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“State tranquilli, non solo non andremo via dal Pd, ma se qualcuno vuole se ne può andare. È stato detto in questi giorni che non si partecipa alle riunioni delle correnti degli altri, ma non vorrei, al contrario, che si partecipi e si fondino correnti proprie”. È con la standing ovation davanti alle parole del capogruppo dei democratici all'Ars, Antonello Cracolici, che si è conclusa l'iniziativa del Pd organizzata dal senatore Beppe Lumia e dallo stesso Cracolici. Di certo i due parlamentari non le hanno mandate a dire a nessuno, al contrario hanno avanzato la prova di forza, sfidando apertamente il segretario regionale, Peppino Lupo. Secondo entrambi gli organizzatori dell'incontro Lupo, infatti, avrebbe commesso un grave errore non presenziando al dibattito. “Il segretario di un partito – ha detto Lumia – deve stare in tutti i luoghi dove si pensa e si elaborano proposte, soprattutto quando lo fa la maggioranza del partito. Sono sicuro che non commetterà più l’errore di oggi”.

Tanti, i temi affrontati nel corso della mattina, in una sala gremita di militanti e volti noti del partito. Tra i presenti, gli stati generali al gran completo della corrente “Innovazione”, Salvatore Cardinale, Nino Papania, Francantonio Genovese, Baldo Gucciardi. E poi il senatore Costantino Garraffa, i deputati di palazzo dei Normanni Lillo Speziale, Roberto De Benedictis, Camillo Oddo, Salvatore Termine, Pino Apprendi, Giuseppe Digiacomo, Filippo Panarello, Antonino Di Guardo e i consiglieri comunali Ninni Terminelli e Vincenzo Tanania.
“Se andiamo al voto il centrodestra si ricompatta, è inevitabile – ha detto Lumia –. I nostri parlamentari sono la stragrande maggioranza, ma forse a qualcuno dentro il nostro partito piace di più essere all'opposizione e stare dietro le porte degli assessorati. Abbiamo determinato l'agenda della politica delle grandi riforme: non vogliamo tornare al voto e non vogliamo posti di sottogoverno, vogliamo il cambiamento e le grandi riforme. Siamo pronti ad ascoltare la base: questo gruppo dirigente prenda atto che se la sua proposta verrà bocciata, dovrà andare a casa".
E ancora, Lumia è tornato a ribadire i motivi della nascita del Pd Sicilia: "Vogliamo un partito che negozi e che non si lasci imporre le candidature dall'alto – ha detto il senatore –. Chi è contro il partito autonomo e federato è contro lo statuto del partito, in cui si legge Pd Sicilia. Se si oppongono loro sono fuori, perché loro vanno contro lo statuto”.
Poi è stata la volta di Cracolici, che ha esordito paragonando il Pd alla nazionale di calcio: “Il nostro partito rischia di essere come la nazionale di Lippi e io vorrei evitare di prendere il 3 a 2 finale. Io sono uno che non le manda a dire a nessuno: vorrei sapere, a parte qualche intervista, quali sono stati il contributo e l'elaborazione politica che Enzo Bianco ha dato al partito nell'ultimo anno e mezzo”.
E ancora, il capogruppo del Pd all'Ars ha voluto sottolineare la forza numerica della loro area: “In tanti hanno parlato di scissione – ha detto Cracolici – io non la pongo in questi termini. D'altronde, sarebbe la prima volta che la maggioranza di un partito fa una scissione interna. In Sicilia il Pd è una forza marginale, socialmente ancor prima che politicamente, e di questo dobbiamo prendere atto. C'è un solo siciliano che abbia capito cosa comporta la finanziaria di Berlusconi e Tremonti per la Sicilia? Noi balbettiamo, non spieghiamo, perché ragioniamo soltanto con la categoria generica, nazionale. Un partito federale e autonomo obbliga a studiare, conoscere, confrontarsi col territorio, obbliga a metterci la faccia".
Sul sostegno alle riforme del governo regionale, inoltre, Cracolici ha affermato: "Noi siamo lì al servizio del cambiamento, ma abbiamo detto a Lombardo che non deve pensare di galleggiare, perché noi non staremo al gioco. Avanzi una nuova proposta di governo, altrimenti lo lasceremo a galleggiare da solo”.
Un'ultima precisazione, infine, da parte di Cracolici, che ha voluto evidenziare la condivisione delle scelte fin qui operate coi vertici romani: “Quello che abbiamo fatto io, Lumia, Papania, Cardinale, Genovese, lo abbiamo fatto di discreto concerto col segretario nazionale. Sedendoci sui divani, confrontandoci, non con qualcuno che sta dietro la scrivania e pretende di spiegare agli altri come si fa la politica”.