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La festa degli extracomunitari

"Noi ghanesi finalmente felici
E adesso vinciamo il Mondiale"


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ghana, mondiale, sudafrica, Cronaca

Il ghanese Muntari



Cresce l’attesa  della folta comunità ghanese a Palermo per la partita dei quarti di finale di Coppa del Mondo. Molti di loro si riuniranno in un centro scommesse di via Oreto per guardare la partita che si disputerà il due luglio contro l’Uruguay, così come hanno fatto per la precedente e decisiva  partita contro gli Usa che gli ha permesso la qualificazione.
 “E’ meglio non spezzare il ciclo positivo, sono un po’ scaramantico – dice George, un ragazzo ghanese di 32 anni che sta a Palermo da quattro anni e che di lavoro fa le pulizie delle scale di un signorile condominio di via XX settembre – tornerò a guardare lì in questo locale la partita insieme ai miei connazionali, spero che potremo gioire insieme”.
George sorride pensando alla sua terra e racconta che in Ghana ha lasciato la moglie e il suo bimbo Erik di quattro anni che non ha mai conosciuto perchè era ancora in grembo quando lui è dovuto partire alla volta dell’Italia.  Per il momento lavora sodo e il suo obiettivo è accumulare un bel gruzzoletto e poter tornare in patria per poter vedere finalmente il volto del suo bambino. “ Con cento euro - continua George-  nel mio Paese puoi fare tante cose”.
Saluta, mette lo zainetto in spalle e via verso un altro palazzo e altre scale da pulire. Nessuno dei ghanesi che vivono e lavorano a Palermo vuole azzardare un pronostico, ma Mohammed di 22 anni confessa sottovoce in un incerto italiano: “Se noi vincere contro Uruguay, noi campioni del mondo!”.
Mohammed, è da poco arrivato in Italia, ed è quello che ha più difficoltà con la nostra lingua. Talvolta, intercala parole in inglese a quelle italiane e forse, la partita di venerdì non la potrà vedere perchè dovrà lavorare: “Con il mio cuore- dice-  però sarò con il mio Paese”. Si gigioneggia pure un po’ sul fatto che lui a calcio sia parecchio bravo e che in Ghana ci sono ragazzi che giocano in strada che sono perfino più bravi di Gyan, l’attaccante che ai supplementari contro gli Stati Uniti ha regalato il sogno di un trionfo alla “Cenerentola” del Continente nero.
 Non tutti però in Ghana, così come in Italia, hanno la fortuna di Gyan di poter vivere di calcio.
C’è pure chi non essendo ghanese vuole dire la sua e si intromette. Idris, classe 1972, è del Sudan ma ha la mamma del Ghana e  farà un tifo sfegatato per la squadra africana. Ci tiene a spiegare cosa significa per uno Stato africano la possibilità di poter arrivare sul tetto del mondo: “Non è solo un incontro di calcio per il Ghana, è anche la possibilità di poter dimostrare di essere uno Stato forte e moderno, un modo per farci conoscere nel mondo” .
Con un diploma in tasca, Idris, lavora in un agriturismo di Lascari come domestico. Qui, in Sicilia non si trova benissimo, ma per lui che proviene dal sud del Sudan dalla regione del Dafour, insaguinata da una terribile guerra civile, non può certo lamentarsi.
Mentre i maschi ghanesi sono euforici per la vittoria della loro Nazionale e ripongono tutte le loro speranze nell’incontro decisivo contro l’Uruguay, le donne, invece, si mantengono più caute...
Ester, ad esempio, una giovane donna dalle mille treccine corvine, da nove anni in Italia prima al nord e ora al sud, che in Ghana lavorava in un supermarket e qui a Palermo fa la colf ad un’anziana signora, ammette con candore di non aver visto la partita e alla domanda che cosa ne pensa del Ghana ai Mondiali, risponde con un laconico e nemmeno tanto convincente: “Sono felice”.
D’altronde, in fondo, quello che avrebbero risposto tante mogli palermitane, costrette a sobbarcarsi ogni sera i mariti e le partite di calcio in tv.