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L'audizione in commissione Ambiente

Cammarata e Faraone litigano all'Ars


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“Mi è sembrata una diatriba più da consiglio comunale che da parlamento regionale”. Fabio Mancuso, presidente della commissione Ambiente e Territorio, chiude così ogni ipotesi di spaccatura che sembrava essersi consumata all'interno dei 'lealisti' del Pdl, durante la riunione della IV commissione dell'Ars.

L'episodio che aveva scatenato momenti di tensione in commissione aveva visto protagonisti il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, la cui presenza era stata richiesta proprio per discutere dell'emergenza rifiuti, e il consigliere comunale e deputato regionale del Pd, Davide Faraone. Galeotto è stato un sms, arrivato sul cellulare del primo cittadino palermitano. Così Cammarata, subito dopo avere concluso il proprio intervento, aveva comunicato la necessità di abbandonare l'incontro per sopraggiunti impegni, di cui si sconosce la natura. Faraone ha invitato Cammarata a non andarsene, in modo da ascoltare gli interventi dei parlamentari e rispondere ai loro quesiti. “Cammarata – racconta Faraone – è arrivato con due ore di ritardo e non ha ascoltato gli interventi di nessuno. Al suo arrivo l'assessore al ramo, Pier Carmelo Russo, stava concludendo il suo intervento e Cammarata ha iniziato a polemizzare senza avere ascoltato per intero il ragionamento di Russo. Ha chiesto di prendere la parola, scavalcando gli altri interventi previsti. Essendo una delle parti in causa, stiamo stati tutti d'accordo nell'ascoltarlo. Quando ha finito di parlare si è alzato ed è andato via, in spregio alla commissione. Davanti alle mie proteste, vista la mancanza di rispetto nei confronti della commissione, Cammarata ha aggiunto che non poteva perdere altro tempo”. Ed ecco entrare in scena Fabio Mancuso, presidente della commissione e deputato tra le fila del Pdl ufficiale.

Dal racconto di Faraone, Mancuso avrebbe manifestato il suo disappunto sul comportamento di Cammarata durante il suo intervento, conclusivo dell'intera commissione. Ma Mancuso sdrammatizza: “Sono stato critico nei confronti di una singola frase pronunciata da Cammarata contro la commissione, quando appunto ha detto di non poter perdere dell'altro tempo. Per il resto, nel contenuto del suo intervento, non ho niente da recriminare al primo cittadino palermitano. Il suo ritardo? Era dovuto all'incontro in Prefettura per portare in commissione l'autorizzazione per la quinta vasca di Bellolampo. Per il resto, ripeto, mi è sembrata più una diatriba da consiglio comunale, che da Parlamento regionale”.

Nel pomeriggio, intanto, il primo cittadino palermitano, indagato nell'inchiesta sul lago di percolato nella discarica di Bellolampo, convocato dal pm Calogero Ferrara, si è presentato in Procura ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Per il sindaco le accuse vanno dal disastro doloso all'inquinamento delle acque e del sottosuolo, dalla truffa alla gestione abusiva della discarica, fino all'abbandono dei rifiuti speciali. Secondo l'accusa, infatti, Cammarata avrebbe impartito gli ordini su come gestire l'ex municipalizzata e anche la discarica. I pm titolari dell'inchiesta, Geri Ferrara e Claudia Bevilacqua, aspettano adesso le consulenze dettagliate sulle analisi fatte da un laboratorio di Torino sull'acqua prelevata da quattro pozzi privati alle falde di Bellolampo.