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Le accuse del governatore

Ecco la nostra "cricca"
Secondo il presidente


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Ci sono alcuni passaggi da sottolineare nell'intervista di Raffaele Lombardo all'Espresso (LEGGILA QUI). Il titolo è esplicito: "Qui c'è la cricca". Le accuse sono pesanti. Colpi di maglio con bersagli precisi. Si parla di affari e politica. Si parla di scenari, con nomi e cognomi, destinati a suscitare polemiche.


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Ci sono alcuni passaggi da sottolineare nell'intervista di Raffaele Lombardo all'Espresso (LEGGILA QUI). Il titolo è esplicito: "Qui c'è la cricca". Le accuse sono pesanti. Colpi di maglio con bersagli precisi. Si parla di affari e politica. L'Espresso chiede: Su che cos'altro vi state scontrando? Il governatore risponde: "La Prestigiacomo è molto affezionata ad alcune realizzazioni nella sua area di Augusta. In particolare a un rigassificatore a Priolo, Erg, cioè Garrone, più Shell, e a un termovalorizzatore". Altra domanda. E voi il rigassificatore non lo volete? Altra risposta. "Quell'area è una specie di Delta del Niger, solo che noi non sequestriamo i tecnici delle multinazionali. C'è ancora qualche migliaio di posti di lavoro, ma quanti morti per tumore, vite spezzate, città cancellate! Lo facciano, il rigassificatore, ma mettano in sicurezza la fatiscente raffineria, e interrino quell'enorme ferraglia per tre quarti dei suoi 40 metri, come ha fatto l'Enel a Porto Empedocle. E poi, lo vogliono costruire davvero in mezzo a raffinerie dove, se si aprisse una crepa, una fiammella farebbe esplodere un'area di 50 chilometri?". E il termovalorizzatore?, insiste l'Espresso. "È uno dei quattro decisi nel 2002 dalla giunta Cuffaro: che noi abbiamo archiviato perché erano la quintessenza di affarismo illecito, bassa politica e mafia".

Accusa pesante. La può documentare? "Ci ha pensato la commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite nel ciclo dei rifiuti, la Pecorella. 'In Sicilia il settore dei rifiuti è organizzato per delinquere; la criminalità organizzata ha un'area di contiguità estesa e consolidata, interi settori delle professioni, della politica e della pubblica amministrazione, gare apparenti, in cui tutto era deciso prima a tavolino", "società collegate a soggetti della criminalità organizzata...'". Fatti specifici, per favore. "Paternò, provincia di Catania, contrada Cannizzola. Tale Alessandro Di Bella compra a un'asta nel '96 un terreno per 200 milioni. Col progetto di termovalorizzatore vende un ottavo di quel terreno, che dunque ha pagato sui 26 milioni di lire, per 26 milioni di euro: del gruppo faceva parte anche Altecoen, che gli inquirenti hanno accertato essere legata alla mafia". E chi sarebbe questo Di Bella? "Uomo di Firrarello e dunque di Alfano. Al cento per cento. E sulla mafia mi vengono a rompere i cosiddetti...".

L'Espresso incalza.  Altri campi di battaglia? Il presidente non si sottrae. "Quanti ne vuole. C'era il Cas, Consorzio autostrade siciliane. Un ente colabrodo, parliamoci chiaro. Ma sette mesi fa, dopo due anni di tentativi impugnati dal Tar, ero riuscito a commissariarlo, avviando un radicale risanamento. A quel punto i ministri Matteoli e Tremonti hanno revocato la concessione al Cas". Spiegazione? Dov'è l'inghippo? "L'Anas, con un progetto di finanza, sta per realizzare la Ragusa-Catania: il privato che se lo aggiudicasse avrebbe diritto di prelazione nella prossima privatizzazione del resto della rete, potendo poi imporre per trent'anni le tariffe che vuole. E chi partecipa, oltre all'Impregilo, a quel progetto di finanza? Un gruppo che fa capo all'onorevole Vito Bonsignore, Pdl: nonché, guarda caso, cugino del senatore Firrarello".