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L'omicidio avvenne il 6 gennaio 1980

Le istituzioni ricordano Mattarella:
Schifani: "Seppe opporsi ai ricatti"


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"Desidero rinnovare a nome mio e dell'Assemblea di Palazzo Madama il ricordo del suo consapevole sacrificio. Lo ricorderemo sempre per il coraggio e la determinazione con le quali esprimeva le sue idee, fino a denunciare senza remore, con un coraggio straordinario e sereno, le collusioni tra mafia e politica che stavano interessando alcuni esponenti della propria giunta e della sua stessa corrente. Assassinato perché, da vero politico e uomo delle istituzioni, si oppose al ricatto mafioso con la convinzione che la lotta alla criminalità organizzata in politica andasse combattuta, oltre che con gli strumenti giudiziari, con la forza della politica stessa. Il suo esempio e quello di tante altre vittime della violenza mafiosa ci sprona ad andare avanti, a non lasciarci piegare, per affermare la forza del diritto alla
libertà e alla serenità delle coscienze, contro ogni prevaricazione". Così il Presidente del Senato, Renato Schifani, in occasione del Trentunesimo  Anniversario dell'uccisione del Presidente della Regione Siciliana, Piersanti
Mattarella, che cade domani.
"Commemorare Piersanti Mattarella significa rendere onore ad un grande siciliano, ma soprattutto significa ispirarsi alla sua azione istituzionale, al suo impegno per il cambiamento. La sua colpa più grave agli occhi di mafiosi e poteri occulti: volere innovare la macchina amministrativa regionale denunciando e scardinando antichi interessi di parte. Un esempio politico a cui gli amministratori della cosa pubblica devono tendere e un esempio di cittadino che
deve essere modello per i nostri ragazzi."  Lo dice il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ricordando l'assassinio di Piersanti Mattarella avvenuto il 6 gennaio 1980.

"Trentuno anni fa crivellato dal piombo della mafia veniva brutalmente ucciso il Presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella, donando la sua vita nella guerra contro Cosa nostra". Lo dice il senatore Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari costituzionali, alla vigilia dell'anniversario dell'uccisione dell'esponente politico democristiano. "Lo conobbi mentre ero Sottosegretario di Stato e non posso dimenticare - aggiunge - la sua intensa azione per liberare la Sicilia dal cancro della mafia e per praticare in Regione la 'politica delle carte in regola'".

"Oggi dopo trentuno anni, - osserva - mentre in questa terra qualcuno pensa di rinunciare allo sviluppo per creare falsa
occupazione clientelare e mentre sta per chiudere un simbolo della cultura come il Teatro Biondo di Palermo comincio a temere che l'insegnamento ed il sacrificio di Mattarella rischino di andare irrimediabilmente perduti".
"Il messaggio di Piersanti Mattarella, oggi come ieri, è attuale, un messaggio ed un insegnamento che sono per tutti un esempio da seguire". Lo dice il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, ricordando l'anniversario dell'assassinio del presidente della Regione Sicilia, avvenuto il 6 gennaio 1980.
"Il suo messaggio, carico di una forte istanza di rinnovamento, è tutt'ora valido e attuale - sottolinea - e ci induce a guardare ai nostri ruoli, alle nostre competenze, con un'assunzione collettiva di responsabilità. Ricordare la sua figura, il suo esempio politico, la sua rettitudine morale, il suo impegno nella lotta alla mafia, significa non dimenticare il
suo sacrificio per il cambiamento della nostra terra, ma soprattutto il suo insegnamento che ciascuno, per la propria
parte, deve mettere in pratica".