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Fibrillazioni nel Pd

Papania tira il freno
Verso l'aut aut a Lombardo


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lombardo, papania, pd, regione, Politica
Il treno del Pd marcia spedito verso il muro e prima dello schianto qualcuno prova a tirare il freno. In questa chiave va letta l'intervista di Nino Papania pubblicata oggi su Repubblica Palermo. Il senatore, ta i leader della corrente Innovazioni, quella degli ex popolari grandi sponsor dell'intesa tra democratici e Lombardo, si dice convinto che il partito abbia sbagliato a dare il sostegno a una giunta tecnica nella quale sostanzialmente tutto passa dal governatore, senza coinvolgimento dei partiti.

Papania critica il modus operandi di Lombardo, la sua scelta di fare asse con Futuro e libertà, che ha fatto saltare i piani politici del pd, mirati ad allargare il centrosinistra con l'alleanza con Mpa e Udc. Insomma, una bocciatura tout court che porta il senatore di Alcamo a una conclusione: “O si chiede un ingresso politico in giunta con la prospettiva di un'alleanza a lungo termine, o è meglio lasciare”. Giudizio, precisa Papania, condiviso dagli altri big di Innovazioni, ma non lontana dall'analisi impietosa sull'operato del governo regionale espressa nei giorni scorsi dal segretario Lupo.

Insomma, il grosso del pd si sta ricompattando su una linea critica verso Lombardo. La situazione attuale, infatti, vede i democratici siciliani schiacciati in una morsa. Alla loro sinistra gli alleati nazionali di Sinistra e libertà e Idv che li pigliano quotidianamanete a pesci in faccia, massacrandoli agli occhi dell'elettorato di sinistra, e che si candidano a sfilare al Pd in Sicilia alle prossime elezioni fiumi di voti di opinione. Dall'altra parte, l'elettorato moderato, non premia il partito perchè i risultati dell'azione amministrativa tardano ad arrivare e l'effettivo peso del pd nei processi decisionali della Regione appare impalpabile. A conti fatti, così, ragionano gli ex democristiani del Pd, alle prossime elezioni i democratici si candidano a un bagno di sangue, rischiando di finire stritolati tra i partiti alla propria sinistra e il terzo polo, scelto da Lombardo.

Che lo status quo non possa più essere retto a lungo dai democratici sembra ormai evidente. L'area Mattarella, minoranza interna, lo ripete da un pezzo. Il segretario Lupo lo ha lasciato intendere. Ora arriva il carico da undici di Innovazioni, un carico già nell'aria da un pezzo. Resta la corrente di Cracolici, accusato con democristiano garbo da Papania di aver “perso la percezione della realtà politica esterna”, e Lumia. E chi ha parlato con quest'ultimo di recente, lo descrive ben poco entusiasta dell'andazzo generale.