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Cazzeggiamenti

Sulla supremazia teologica
delle arancine del Bar Alba


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Se esiste un dio delle arancine, Egli abita al Bar Alba a Palermo. Un piccolo pezzo del sottoscritto sui podisti e sulle arancine (rigorosamente) al burro ha suscitato un interesse immeritato. Perché non proseguire, allora, nel cazzeggiamento? Dico, teologicamente, Bar Alba, impetrando la mercé degli uomini di spirito. E non uso l'avverbio a caso. C'è un nume nascosto in ogni gustosa opera dell'ingegno umano. Magari è piccolo, è un deuzzo di serie C. Però c'è.

Nel mio peregrinare filosofico e scientifico alla ricerca dell'Arancinità platonica, ho trovato di recente soprese negative e assai, appunto, sorprendenti. Solide e discrete le arancine al burro di Massaro. Da Scatassa, nelle arancine al burro ci mettono i pisellini. O forse, sfortunatamente, li ho riscontrati io. Se fossi un ghiottone talebano, invocherei la lapidazione. Siccome non lo sono: mi limito a scuotere il capo. Il pisellino nell'arancina al burro è - per unanime e concorde giudizio di altri ghiottoni oltre il sottoscritto - una bestemmia in chiesa. Altrove, cose buonine e basta.

L'arancina al burro del Bar Alba è perfetta. Conserva le misure regolamentari, cioè ideali. La cottura è esatta. L'impasto è un portento di equilibrio. E poi ti sorprende. Potrai mangiarne cinque di seguito - ahi, accadeva ai bei tempi! - sentirai immancabilmente al palato uno sfizio, un retrogusto che non avevi notato. Il segreto? Non ti basta mai.