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Termini Imerese

D'Antoni chiede chiarimenti sulla Fiat
Domani riparte l'attività d'assemblaggio


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d'antoni, fiat, termini imerese, Economia
Un'interrogazione a riposta immediata sul futuro dello stabilimento di Termini Imerese. E' quella rivolta da Sergio d'Antoni, responsabile Pd dell'organizzazione e delle politiche sul territorio e già segretario della Cisl, al ministro dello Sviluppo economico in cui si chiede di ''chiarire i piani industriali e le garanzie di investimento offerte dalle pretendenti all'acquisto incluse nella short list''. D'Antoni chiede anche ''se il governo non ritenga doveroso coinvolgere Fiat al tavolo della trattativa''. D'Antoni sottolinea come la dismissione dello stabilimento da parte di Fiat ''getta pesanti incognite sul territorio siciliano e su tutto il Mezzogiorno''. Per D'Antoni, inoltre,''la decisione di Fiat Group appare del tutto incoerente rispetto alle dichiarazioni rese dalla stessa azienda nel 2007, quando il Lingotto dichiarava di voler sottoscrivere un contratto di programma mediante il quale chiudere in loco il ciclo produttivo e, di conseguenza, di voler raddoppiare gli occupati. Tale documento prevedeva investimenti da parte di Fiat Auto per 1,2 miliardi di euro a fronte dell'impegno dello Stato a eliminare le diseconomie infrastrutturali e a sostenere con opportune riforme il superamento di quelle industriali, anche nel segno delle nuove tecnologie''. Intanto riparte domani la produzione allo stabilimento Fiat in provincia di Palermo, dopo lo stop forzato di tre settimane, i duemiladuecento operai siciliani ritorneranno ad assemblare la Lancia Ypsilon.