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Intervista con Carlo Vizzini

"Cara Palermo, dopo le lacrime
ricomincerai a volare"


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, Palermo, Politica
(rp) Carlo Vizzini, senatore della Repubblica, vorrebbe fare il sindaco di Palermo. Spiega perché al cronista e agli intervenuti in occasione di una serata organizzata dall’Associazione “Mafia Contro”, di cui Vizzini è il principale ispiratore. La conversazione che segue è una chiacchierata meticcia. Dentro ci sono le domande del cronista, in un salottino riservato. E le risposte date dal senatore agli amici venuti a Villa Malfitano.

Me lei ci tiene tanto a diventare il sindaco di Palermo?
“Io ci tengo a ricambiare. Da Palermo e dai palermitani ho avuto tutto. In parte, ho già dato. Ora è il momento di dare di più”.

Recito a memoria una critica che l’accompagna come un salmo: Carlo Vizzini, l’uomo del passato…
“Chi non ha passato non sa dove andare”.

Lei saprebbe dove andare?
“Io, umilmente, credo di essere l’uomo giusto al momento giusto”.

Dove va Palermo?
“Al pari di altre realtà del Sud, siamo come nei fumetti, nei cartoons di Willy il coyote. Camminiamo sospesi sull’abisso”.

Di solito il coyote, quando guarda giù, cade.
“Appunto”.

Non sembra confortante.
“Un bravo amministratore deve avere anche l’onestà delle scelte sane e impopolari. Il sindaco che verrà sarà costretto ad affrontare una prima fase complessa, per preparare il rilancio”.

Come si salva Palermo, chiamando assessori di Stoccolma?
“Ci sono delle grandi competenze in città. Penso a un meccanismo amministrativo corretto da porre accanto a una sorta di agenzia per lo sviluppo che sappia valorizzare cultura, turismo e storia”.

All’inizio di una sua sindacatura, però…
“Va bene, giochiamo a questo gioco. No, non sarebbe semplice. Chiunque guiderà la nave affronterà giorni da lacrime e sangue. Un politico coscienzioso non può sottrarsi al coraggio della verità. Poi, lavorando bene, spunterà il sole”.

A Palermo ci sono i comitati d’affari?
“Certo, mi meraviglia che qualcuno se ne meravigli. E’ un bubbone da affrontare”

Lei è stato già minacciato.
“I miei rischi personali? Li ho messi in conto. Ma credo che i padroni occulti di Palermo siano solo infastiditi, per ora. I soldi girano. Bisogna incidere con maggiore forza”.

Carlo Vizzini, sarà sindaco?
“Io non posso determinare nemmeno il giorno in cui si voterà. La strada è lunga. Sono qui, con spirito di servizio”.

Assessore al Bilancio della giunta Cammarata…
“Per quattro mesi, in cui mi sono impegnato per realizzare un bilancio onesto. E – se mi consente – ho portato a casa fondi importanti".

La sua morale?
“La saggezza di un buon amministratore non può sempre coincidere con la ricerca del consenso. Palermo aspetta il cambiamento. Se aiutarla a cambiare significa crearsi dei nemici, ben vengano i nemici”.

Dritto come il Titanic. E' una battuta.
"Al contrario, aperto al confronto. Sono disposto a misurarmi con gli elettori e con i lettori per mezzo di un forum. Su Livesicilia, per esempio".

Parola di sindaco?
"Parola di uno che considera prezioso il contributo di tutti".