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Intervista con Davide Faraone

"Noi giovani salveremo Palermo"


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(rp) Onorevole Faraone, lei si è proposto per le primarie del centrosinistra col suo ardimentoso: "Chi mi ama mi segua". Dal Pd non si è mosso nessuno. Come mai?
"Invece le posso dire che sto concentrando tanta passione e tanta speranza intorno alla mia candidatura".

E il Pd?
"Parliamo di cose serie. Ci vuole rispetto per Palermo. Una campagna elettorale deve essere lunga e meditata, deve raccogliere proposta e protesta. Non si esaurisce in un mese di promesse e di dita puntate verso la luna".

Lei si è mosso
"Mi sto muovendo. Sono in contatto con le categorie e i settori produttivi.  Ho scritto perfino al cardinale Romeo".

Cosa vuole da sua eminenza?
"Il cardinale ha ragione: la politica non è più un interlocutore valido per la società. E' necessario riscostruire un sano rapporto di scambio".

Cosa spera?
"Che si facciano le primarie e che i candidati a sinistra siano tanti, ognuno con la sua ricchezza".

Se Davide Faraone uscisse sconfitto dalle primarie?
"Collaborerei col vincitore, per il meglio. E mi aspetterei lo stesso in caso di vittoria".

Tanto il Pd le primarie non le vuole più...
"Ci saranno, sono fiducioso. Il Pd le ha inventate. Vogliamo lasciarcele scippare?".

Lo chieda a Lupo. La prima cosa da realizzare?
"Organizzare meglio i dipendenti del Comune. Sono una risorsa. Lo saranno ancora di più".

Poi?
"Creare una sorta di agenda per lo sviluppo, che sappia intercettare i fondi grazie a progetti mirati ed efficienti. Rilanciare cultura e turismo".

Questo lo ha detto, pressapoco, anche il senatore Vizzini.
"Ma io aggiungo un'altra carta".

Quale?
"Rivendico il ruolo dei giovani. Una giovane classe dirigente politica, col giusto ruolo per le donne, ha il compito di salvare Palermo".

Bello. Sarà anche vero?
"Questo Vizzini non può averglielo detto".