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La corsa a sindaco

Cracolici e l'asse di ferro
per Palazzo delle Aquile


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, Palermo
Antonello Cracolici - da navigato politico, esperto di marosi - sa che chi parte prima, male alloggia. E dunque nulla dice, per ora. Al massimo, interrogato sull'argomento, sussurra: "Non mi ricordo i miei sogni, quando mi sveglio al mattino". Il fatto è che per Antonello la poltrona di sindaco di Palermo non sarebbe proprio una visione onirica, ma quasi un progetto che starebbe prendendo corpo. Chi lo conosce lo descrive tutto teso nello sforzo di dissimulare percorso e meta agognata. Una fatica non completamente riuscita, perché l'ambizione (legittima per un politico del suo rango) si intravvede sotto la crosta della esibita indifferenza.

Naturalmente, molto dipende dalle condizioni p0litiche generali, a corredo della futuribile consultazione per Palermo. Una è essenziale: che Raffaele Lombardo sia ancora, a guerra dichiarata, un buon amico del Pd e che possa ricambiare la lealtà del suo migliore alleato, cioè di Cracolici, con una candidatura cittadina da sostenere insieme. Ecco perché il capogruppo all'Ars è uno strenuo difensore di Raffaele, ormai non ascoltatissimo all'interno del suo stesso partito. Perché la strategia comune prevederebbe un Lombardo assiso sul trono di presidente della Ragione e Cracolici con lo scettro di sindaco. Naturalmente, le primarie - in questa ipotesi - sono come una bestemmia in chiesa e uno come Faraone puzza giù di zolfo...