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La Fiom: "Sì alla protesta contro il ricatto di Marchionne"


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Con un appello ad aderire alla petizione "Uniti ce la possiamo fare" e alla protesta dei metalmeccanici della Fiom contro "il ricatto di Marchionne", parte in Sicilia la campagna del sindacato che porterà il 28 gennaio allo sciopero generale della categoria. Prevista una manifestazione regionale a Palermo. Per la Fiom "la scelta compiuta dalla Fiat alle carrozzerie di Mirafiori e a Pomigliano D'Arco è un atto antisindacale, autoritario e antidemocratico senza precedenti nella storia delle relazioni sindacali del nostro paese dal dopoguerra". E' il tentativo di "distruggere diritti costituzionalmente garantiti e inviolabili" e di "calpestare i lavoratori e il contratto nazionale di lavoro".
Per Giovanna Marano, segretaria regionale della Fiom "il primo atto della campagna odiosa di Marchionne contro tutti i
principi democratici è stata la decisione di chiudere con l'auto a Termini Imerese. Una decisioneche non smetteremo di
contestare".
Nell'appello, la Fiom definisce "il lavoro un bene comune" e invita tutti in Sicilia, persone, associazioni movimenti,
forze politiche "a sostenere la lotta dei metalmeccanici e a firmare l'appello".