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Diritti di Motorizzazione

Sarà braccio di ferro
tra Stato e Regione


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"Come sulla compartecipazione alla spesa sanitaria o sul demanio militare, la Regione siciliana è pronta ad aprire un conflitto con lo Stato sui diritti di motorizzazione dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha obbligato la Sicilia ad adeguarsi al sistema informatico nazionale in materia di revisioni auto". Lo hanno annunciato l'assessore regionale all'Economia, Gaetano Armao, e il ragioniere generale della Regione Enzo Emanuele.

Sul decreto con cui la Regione aveva accentrato la competenza e "cassato" dalla Corte lo scorso 22 dicembre c'è proprio la firma di Emanuele, che però difende quel provvedimento. "Lo rifarei - ha spiegato il ragioniere generale - perché sono convinto che i diritti di motorizzazione spettano alla Regione siciliana che affronta dei costi per cui non capisco perché deve essere lo Stato a incassare".

Alla luce della sentenza, la Sicilia si è adeguata al resto d'Italia: il pagamento della tassa sulle revisioni avverrà attraverso il sistema telematico gestito dalle Poste e non tramite il servizio affidato in convenzione a Unicredit.
Gli automobilisti siciliani che superano lo Stretto non corrono più il rischio di essere multati pur essendo in regola
con il pagamento del tagliando rilasciato dalle officine ma che non veniva riconosciuto dal ministero dei Trasporti. Il mancato incasso della tassa comporta minori entrate per 10 milioni. Armao ha sottolineato che "é stato aperto un tavolo tra gli assessorati all'Economia e alle Infrastrutture, allargato al concessionario Unicredit, per risolvere la questione che è molto complessa come tutte quelle che riguardano la nostra richiesta di applicazione delle prerogative statutarie a cui lo Stato però nei prossimi mesi dovrà risposte".