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Licenziati, la risposta della Cgil

"Solo acrimonia nei nostri confronti"


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cgil, licenziati, sicilia, Cronaca, Palermo, Siracusa
"I comuni denominatori delle vicende in questione (il caso di Fonte è una vicenda a parte) sono la disperazione di persone senza lavoro, la pretesa di avere trovato nella Cgil il Bengodi, l'acrimonia verso l'organizzazione quando questa pretesa si è mostrata infondata. Per il resto ciascuno dei casi sta seguendo il suo percorso giudiziario, e in qualcuno attivato dalla Cgil, anche se già nella vicenda di Ragusa un primo giudizio a favore del sindacato si è concluso". Lo dice il segretario d'organizzazione della Cgil siciliana, Ferruccio Donato, a proposito dei casi riferiti oggi in una conferenza stampa dal cosiddetto "Comitato dei licenziati della Cgil".

Nel dettaglio Donato precisa: "Romina Licciardi è stata licenziata per giusta causa dopo avere prodotto certificati di malattia per assentarsi dalla Cgil mentre contestualmente lavorava altrove, percependo così due retribuzioni. Il giudice ha già riconosciuto la 'giusta causa'. Per 'drammatizzare' ulteriormente la situazione la suddetta ha denunciato un presunto tentativo di violenza sessuale dentro il sindacato subito 10 anni fa, dicendo di avere finora taciuto per paura di ritorsioni. Chi avrebbe dovuto fare le ritorsioni visto che l'unica persona in grado di incidere sulla sua situazione di lavoro fin dal 2002 era ed è il suo compagno e convivente? Questa persona, Tommaso Fonte, dopo essersi candidato alle regionali è formalmente decaduto da ogni incarico, come stabilisce lo Statuto della Cgil. Successivamente ha ritenuto di passare all'Ugl".

"Alessandra Mangano, figlia di Michele, presidente nazionale dell'Auser-Cgil, e nipote di Italo Tripi, segretario generale della Cgil siciliana, grazie ai suoi rapporti di parentela (lo zio era il segretario generale Cgil proprio in quel periodo) ha ottenuto dal Cerdfos (il centro studi della Cgil) un contratto a progetto che alla scadenza non è stato rinnovato né ha dato adito a un'assunzione a tempo indeterminato come la Mangano auspicava. La storia delle denunce, inoltre, è più complicata di quello che lei racconta. Ci sono procedimenti penali pendenti nei suoi confronti a seguito di querele e denunce presentate dal segretario regionale della Cgil per motivi diversi da quelli riferiti nella conferenza stampa".

"Comprendiamo da un lato - aggiunge Donato - la disperazione di persone senza lavoro. Come sindacato ci imbattiamo quotidianamente in casi drammatici, certamente più di quelli di cui parliamo, che ci piacerebbe risolvere in prima persona. Ma è chiaro che non possiamo risolvere i problemi di tutti i disoccupati assumendoli in blocco. D'altra parte la Cgil 'datore di lavoro' non può essere considerata 'zona franca', dove non valgono, leggi, regole e si passa sopra tutto". "Per ultimo ci colpisce - conclude Donato - la mancanza di scrupoli di persone che, mettendo assieme casi, come si capisce, molto diversi, per ragioni personali per nulla nobili né tantomeno politiche mirano a colpire un'organizzazione nella quale il concetto di militanza ha ancora un valore".