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Il segretario di Idv Fabio Giambrone

"Il Pd non appoggi più il governo
E Lombardo collabori con la giustizia"


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Il centrosinistra si interroga sul sostegno al Governo Lombardo. Per farlo sceglie una conferenza stampa alla quale hanno partecipato i segretari regionali di Italia dei Valori e Fds; e il coordinatore Regionale di Sinistra e Libertà. Un "incontro doloroso" definito dal vicecapogruppo al Senato di Idv Fabio Giambrone, perchè al tavolo avrebbe dovuto esserci un'altra sedia, quella del segretario regionale del Pd Giuseppe Lupo, unico a sostenere ancora il governatore siciliano.

"Avremmo voluto che fosse presente anche Lupo - spiega Giambrone -, e la sua assenza ci addolora. Ciò che rinnoviamo oggi è il nostro appello al segretario del Pd affinchè esca immediatamente da questa ambiguità, per recuperare il più presto possibile la coerenza per stare dentro al Centrosinistra". Le recenti consultazioni interne al Partito democratico, che hanno riguardato esclusivamente Enna e Caltagirone, sul sostegno a Lombardo, offrono poi lo spunto a Giambrone per ribadire la proposta di cui sono portatori gli altri partiti del Centrosinistra: "Abbiamo fatto ripetuti appelli al segretario Lupo - prosegue il segretario regionale di Idv -. Rispetto al referendum noi oggi lanciamo una proposta, ovvero quella di farlo tutti insieme, anche con il Pd, affinchè possano essere gli elettori a scegliere se uscire dall'imbarazzo derivante da questo appoggio, oppure no. Noi, andando in giro per la Sicilia, ci rendiamo conto che il sentire comune è quello di dire di no".

Alle parole di Giambrone fanno eco quelle di Erasmo Palazzotto, coordinatore di Sinistra Ecologia e Libertà, il quale pone l'accento sul fatto che non si sia di fronte alla proposta di un ipotetico, nascente, quarto polo. "Chiediamo che la parola torni alla base - dice Palazzotto -. Non è possibile sostenere questo governo per tre ragioni fondamentali. Innanzitutto la sua illegittimità, non essendo stato votato in nessuna tornata elettorale. Secondo sotto il profilo della Giunta, la quarta in due anni che di fatto paralizza il lavoro della Regione; terzo dal punto di vista della questione morale. I fatti che emergono dall'inchiesta sul governatore - conclude Palazzotto - sono gravissimi, al di là che vengano accertati dalla magistratura. Inaccettabili per le istituzioni che devono garantire la loro trasparenza e massima rispettabilità".

Anche Giambrone, infine è voluto tornare sulle vicende giudiziarie che hanno investito Lombardo: "Emerge una politica fatta di clientelismo e malaffare - afferma Giambrone -, prospettano gravi responsabilità in capo al governatore. La questione morale è un macigno per l'amministrazione della Sicilia, per questo è necessario che Lombardo collabori con le procure e chiarisca al più presto la propria posizione".