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Mafia, confisca da 270 milioni


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Catene di supermercati, immobili, una villa, quote di decine di società, per un valore che gli inquirenti dicono aggirarsi sui 270 milioni di euro sono stati confiscati dal tribunale di Palermo a Giovan Battista Giacalone che domani compie 37 anni, dopo le indagini del Gico del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza e dalla Questura di Palermo. Giacalone è stato condannato a 9 anni e 4 mesi di reclusione per mafia nel processo scaturito dall'inchiesta "Addio pizzo 1" sul racket delle estorsioni nel capoluogo siciliano. "La penale responsabilità di Giacalone - dicono gli investigatori - per il reato di associazione mafiosa, deriva dall'accertata attività di rilievo dallo stesso svolta all'interno della famiglia mafiosa di San Lorenzo, in seno alla quale costituiva un punto di riferimento per il controllo mafioso di lavori pubblici e per l'imposizione del pizzo alle imprese operati nella zona, nonché per aver mantenuto un costante collegamento con gli altri associati in libertà ed anche con allora latitanti di primissimo piano come Salvatore e Sandro Lo Piccolo, svolgendo funzioni direttive per la predetta organizzazione".

Giacalone è titolare con i fratelli di un'importante catena di distribuzione alimentare e si sarebbe servito delle sue numerose società, tra cui alcune fittiziamente intestate a terze persone, anche per favorire le assunzioni lavorative dei soggetti indicati dai boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Tra i beni confiscati vi sono i capitali sociali di diverse aziende, soprattutto di produzione di alimenti, e anche 18 punti vendita di catene di distribuzione alimentare, riconducibili alle sue società: tra cui diversi negozi "Eurospin", "Mio discount", "Sigma" e "Alimentaria srl".