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La difesa del senatore

"Su Cuffaro falsità da Aragona e Miceli"


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mafia, processo, totò cuffaro, Cronaca
"Sembra evidente, da una lettura completa dei documenti, la pantomima che Aragona e Miceli inscenano davanti a Guttadauro. Per ottenere il suo appoggio elettorale dicono falsità su Cuffaro. Miceli ed Aragona non mediavano alcun rapporto tra Guttadauro e Cuffaro. E' una finzione che fanno di comune accordo e all'insaputa di Cuffaro. L'accusa all'ex governatore è quindi priva di fondamento perché le basi sono false". Lo ha detto l'avvocato Oreste Dominioni, legale di Salvatore Cuffaro, l'ex presidente della Regione accusato di concorso esterno in associazione mafiosa davanti al gup di Palermo Vittorio Anania.

L'ex governatore della Sicilia è stato già condannato in appello a sette anni per favoreggiamento aggravato dall'aver agevolato la mafia. L'avvocato si è soffermato durante l'arringa sulle intercettazioni a casa del boss Giuseppe Guttadauro. Secondo l'accusa ci sarebbe stata una trattativa a distanza tra il mafioso e Cuffaro che si concluse con l'indicazione di Mimmo Miceli come persona idonea a soddisfare le esigenze di tutti in occasione delle elezioni regionali del 2001. La difesa di Cuffaro ha avanzato anche l'inutilizzabilità delle intercettazioni ambientali a casa Guttadauro che sono entrate in questo processo. "Le intercettazioni - ha spiegato Dominioni - originarono da una richiesta di autorizzazione motivata da indagini di ricerca di un latitante (Di Fresco) e via via vennero ottenute delle proroghe. A un certo punto vennero chiuse queste ricerche e tuttavia le richieste di proroga vennero ancora motivate con la ricerca del latitante che a quel punto non era più nell'orizzonte delle indagini. Sono pertanto inutilizzabili". "Abbiamo presentato questa richiesta - ha aggiunto - dopo averle analizzate perché non vogliamo sfuggire dai contenuti che a nostro avviso sono a discapito dell'accusa".