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Castiglione a Livesicilia

"Lombardo ministro?
Poco, meglio premier..."


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Onorevole Castiglione, aveva già avuto notizia delle offerte in tema di ministeri che da Roma sarebbero arrivate a Lombardo?
“Mi risulta che Berlusconi gli avrebbe detto che si sarebbe fatto da parte come presidente del Consiglio dei ministri per lasciare il governo al terzo polo e la guida dell'esecutivo proprio a Raffaele Lombardo”.

A parte gli scherzi, le era giusta notizia di queste proposte?
“E chi sta scherzando? E tutto vero. A dirla tutta, Raffaele Lombardo sta ancora valutando questa proposta, se serve per il bene del Paese, visti gli eccellenti risultati in tema di sprechi raggiunti in Sicilia, sono sicuro che potrebbe essere disposto a sacrificarsi per esportare il modello regionale a tutto il Paese. Ci aiuterebbe anche a rafforzare i rapporti con gli americani. Certo, all'inizio non erano un granché, ma adesso Lombardo assicura che è tutta un'altra storia”.

A proposito di sprechi e Regione, non saranno un po' tendenziosi i servizi di Minzolini?
“Sono servizi di cronaca. Si sta raccontando un pezzo di Sicilia che c'è, è reale. Certo, non metto in dubbio i tentativi di Lombardo di cambiare lo stato delle cose. Ma i servizi del Tg1, ad oggi, si limitano ad essere delle testimonianze di cronaca. E prova ne è la possibilità di replica che è stata data al governatore Lombardo”.

Si è tanto parlato delle spaccature interne al Pd nelle ultime settimane, spegnendo un po' i riflettori nel Pdl. Come vanno le cose all'interno del vostro partito?
“È in corso un processo di pacificazione, per continuare ad essere riferimento di larga parte dei siciliani, che vuole un partito dei moderati e che nel futuro torni a governare nell'Isola. Vede, l'incapacità di questo governo è ormai sotto gli occhi di tutti. Ogni giorno c'è qualcuno che lamenta l'incapacità delle istituzioni di dare risposte, dai costruttori edili, agli artigiani, agli agricoltori. Vede, noi abbiamo scelto una via diversa: piuttosto che polemizzare sull'ovvio che è sotto gli occhi di tutti, preferiamo costruire percorsi alternativi per far ripartire la Sicilia”.

Questo terzo polo è davvero la panacea di tutti i mali?
“Ciò che più sorprende è che i sostenitori del terzo polo sono stati i fautori del bipolarismo. E mi riferisco a politici come il presidente Fini o Fabio Granata. Questo terzo polo, classificandosi come terzo, parte senza ambizione di governo. La loro unica ambizione è di essere l'ago della bilancia dal giorno dopo le elezioni. Certo, ciò non toglie che con parte del terzo polo vada aperto un dialogo”.

A chi si riferisce?
“Penso che il dialogo con l'Udc non vada chiuso”.

Ieri sera Mentana ha provato a fare una scaletta della crisi. Secondo il direttore del Tg la7, la crisi non si aprirà prima del 17 marzo, data simbolica dei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Ma dal giorno dopo si potrebbe già guardare alle elezioni anticipate. Andrà davvero così?
“Non sono abituato a fare il futurologo. A me questo appare, ad oggi un governo di tenuta dei conti e di apprezzabilità nei mercati internazionali. Se sarà possibile continuare nel percorso delle riforme con la terza gamba, cioè con quel gruppo di responsabilità che sostiene il governo in Aula, allora si continuerà. In caso contrario credo che quello delle elezioni anticipate sia un percorso obbligato. È chiaro che non ci può essere ogni giorno la ricerca di una nuova maggioranza”.

Nel caso di elezioni anticipate, com'è noto, si voterà anche a Palermo. Il Pdl con quale alleanza si presenterà agli elettori?
“Oltre ai nostri interlocutori assodati, il Pid, Fds, la Destra, Noi Sud, ci saranno le liste civiche e si tenterà, fino all'ultimo, il dialogo con l'Udc. Io ho risposto alla sua domanda, ma ci tengo a precisare che Cammarata ha più volte ribadito di voler continuare a governare la città, quindi non darei per scontato il collegamento tra le politiche e le amministrative di Palermo”.

Nel suo partito non la pensano tutti così. Il senatore Vizzini, per esempio, si sta già muovendo.
“Stimo molto Vizzini e lo considero un'importante risorsa del partito. Ma sono convinto, e lui sarà d'accordo con me, che stia lavorando come ha sempre fatto, consultando la gente e confrontandosi con altre realtà, con la società civile, con l'associazionismo. Fermo restando, ripeto, che il tema delle amministrative di Palermo non è all'ordine nel giorno nella nostra agenda politica”.