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Gianfranco Fini a Messina

Referendum Fiat:
"Nessuna meraviglia sui 'no'"


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gianfranco fini, giustizia, messina, ruby rubacuori, Messina, Politica
''Non mi meraviglio del prevalere del 'no' in alcuni comparti di Mirafiori''. Gianfranco Fini, in visita a Messina, ha parlato anche del referendum tra i dipendenti della Fiat in una manifestazione di Fli al teatro Vittorio Emanuele di Messina. Fini ha ricordato come sia ''duro'' il lavoro alla catena di montaggio. ''Ma in un mondo in cui chiudono le fabbriche - ha aggiunto - non ci sono più diritti dei lavoratori da tutelare''.

"Si è aperto un dibattito - ha proseguito - se Marchionne fa bene o fa male ad andare via dall'Italia, ma non c'è stato alcun dibattito sui tanti Marchionne che potrebbero venire ad investire in Italia e nel Sud ma non lo fanno". A giudizio di Fini la questione da metter al centro è ''come attrarre i capitali'' nel nostro paese. La risposta nell'affermazione di alcune ''precondizioni'', come l'affermazione del principio di legalità, la certezza delle leggi e della loro applicazione, e l'attuale deficit infrastrutturale.

Un intervento in linea a quando detto in mattinata durante la visita al palazzo di Giustizia della città dello Stretto dove ha incontrato il presidente della Corte d'appello Nicola Fazio, il presidente del Tribunale, Gianbattista Macrì, il procuratore generale Franco Cassata e il presidente dell'Ordine degli avvocati, Francesco Masullo. ''La democrazia italiana è piu' credibile'' grazie all'impegno dei magistrati come dimostrano i "colpi" inferti al terrorismo, alla mafia e al "martiriologio" delle toghe.

''La libertà si basa su un giudice che afferma il principio della legalità, altrimenti non c'è la libertà ma il predominio dell'arbitrio'' ha aggiunto il presidente della Camera nel suo intervento. Per la giustizia italiana la priorità non e' tanto una ''riforma normativa'' quanto un intervento nei meccanismi amministrativi che permetta di realizzare il principio costituzionale di una giustizia celere ha sostenuto Fini auspicando che maggioranza e opposizione dialoghino indicando ''uno o due obiettivi strategici'' su cui convergere. Tra questi dovrebbe esserci l'affermazione del ''principio di legalità".

Sul 'caso Ruby' Fini chiude ogni spiraglio di polemica. ''Rimarranno delusi i giornalisti se da me si attendono chissà quale polemica o chissà quali invettive a proposito delle nuove e tristi vicende che riguardano il presidente del Consiglio, che campeggiano sui giornali" ha detto il leader di Fli.