Live Sicilia

Regione, Miccichè: "Non posso non candidarmi"

"Per Fds ho detto 'no'
al ministero per lo Sviluppo"


Articolo letto 913 volte


burocrazia, forza del sud, gianfranco miccichè, ministero sviluppo, regione siciliana, Caltanissetta, Politica
"Se il mezzogiorno si trova in una situazione così problematica non è solo colpa di una classe politica locale poco capace ma soprattutto dei tanti 'carrieristi romani' che hanno venduto la loro terra per una poltrona prestigiosa". Così il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e leader di Forza del Sud nel corso del suo intervento all'assemblea dei quadri del partito a Caltanissetta, rivelando che "non è passato tanto tempo da quando ho risposto con un secco no a chi mi ha offerto il Ministero dello sviluppo economico pur di rinunciare al progetto Forza del Sud. Il futuro e lo sviluppo della mia terra - ha aggiunto - valgono più di ogni altra cosa".

"Quando Giulio Tremonti mi dice, dati alla mano, che in Sicilia non siamo stati capaci a spendere, non posso che dargli ragione e mi convinco ancora di più della necessità di un reale cambiamento. A partire, dalla classe burocratica che sembra, quasi, essere pagata per dire no a tutto, non comprendendo che quando dicono no a un'impresa non danneggiano solo l'azienda che vuole investire ma tutto il nostro sistema economico, costringendo l'ennesimo siciliano a fare le valigie e ad andare via dalla propria terra" ha aggiunto Miccichè durante il suo intervento.

Il leader di FdS ha anche sottolineato come quando ricopriva la carica di ministro per lo Sviluppo e Coesione Territoriale ha "portato investimenti in Sicilia per centinaia di migliaia di euro ma nessuno di questi è andato a buon fine. Chi voleva investire - ha spiegato - si è scontrato con l'immobilismo folle di direttori e sovrintendenti, scappando".

Contro i continui 'no' della burocrazia regionale "abbiamo elaborato un disegno di legge per consentire alla Regione siciliana di passare dal metodo dell'autorizzazione a quello del controllo. Sarà questo il primo provvedimento che attuerò da presidente della Regione. Sì, perché, stando così le cose non posso non candidarmi alla guida della Regione siciliana". L'annuncio di Miccichè arriva a conclusione del suo intervento e il sottosegretario assicura che la proposta di legge "sarà presentata alla prima seduta della futura Assemblea regionale e se nel corso del dibattito d'Aula passerà un solo emendamento che distorce la norma sarò pronto a dimettermi immediatamente".

Infine un riferimento ai guai giudiziari del premier legati all'indagine della procura milanese sul 'caso Ruby'. "E' vomitevole - dice Miccichè -  C'è una guerra aperta mossa da un potere forte dello Stato contro un altro potere, una guerra spietata, senza vergogna e vergognosa contro Berlusconi".