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Sicilia e-servizi

Dalla Regione 12 milioni per un software


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Cade fitta la pioggia di finanziamenti pubblici su Sicilia e-Servizi, la società di informatizzazione con esclusiva funzione di servizio per la Regione. In arrivo nella casse della controllata 12 milioni di euro per la realizzazione di un software per il cosiddetto protocollo informatico “Iride”. Il sistema è usato in alcuni dipartimenti e adesso dovrà essere ampliato, ma che nel 2002, anno dell’acquisto, aveva fatto parlare di sé per il costo esorbitante affrontato dalla Regione (2 milioni di euro), nonostante in quegli anni fosse già possibile affidarsi a programmi informatici gratuiti.

La notizia viene riportata oggi dall’edizione palermitana del quotidiano "La Repubblica", che sottolinea come altre regioni per lo stesso obiettivo abbiano speso cifre di gran lunga inferiori: 1,5 milioni il Piemonte e 3,2 la Campania.

Per l’ampliamento di Iride la controllata prevede una spesa di 1,2 milioni per il miglioramento del software, 4,5 milioni per l’acquisto di computer e scanner, 430 mila euro per l’installazione e di altri 5 milioni per la diffusione del sistema in tutta l’amministrazione regionale.

I 12 milioni non sono gli unici fondi pubblici che entreranno nelle casse di Sicilia e-Servizi. In arrivo altri 5 milioni di euro per la realizzazione di un sistema informatico per la gestione del personale e per la formazione dei pochi dipendenti che dovranno utilizzarlo. A questi si andrà ad aggiungere un altro milione di euro per un software di gestione dei dati del personale in pensione.

I contratti milionari saranno finanziati con fondi europei, sbloccati alla fine del 2010 da alcuni decreti che portano la firma del ragioniere generale della Regione Enzo Emanuele. Ben 27 milioni di euro destinati al finanziamento di progetti informatici da affidare direttamente, senza bandi pubblici, a Sicilia e-Servizi.

La notizia ha fatto subito gridare allo spreco. “Non si può paragonare la Campania alla nostra Regione che ha molti più uffici e competenze – dichiara a La Repubblica l’ad della società, Giuseppe Sajeva – I prezzi non sono fuori mercato, anche perché se la legge impone solo il protocollo informatico noi offriremo alla Regione molti più servizi”.