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Gli incidenti

Viale Regione, il dolore:
"Due morti assurde"


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Mazzi di fiori a terra e sui cartelli. Chi era presente stamattina, qui all'attraversamento pedonale che taglia viale Regione, seguendo la linea di via Perpignano, ha visto sostare la bara di Antonino Ucciardi, travolto ieri da un'auto, circondata da una sessantina di persone, abitanti del quartiere. E lo stesso, dicono, succederà domani per Gioacchino Caruso, anche lui investito mentre attraversava dall'altro lato della strada, neanche 36 ore dopo.

"Non ci sono parole" taglia corto un abitante della zona: "Come li giustifichi due morti così?". Abitavano entrambi tre traverse più in là, in via Perpignano alta, a pochi metri l'uno dall'altro. Uno rientrava a casa dal lavoro e l'altro ci stava andando, spiega chi li conosceva. Gioacchino Caruso lavorava al Coime e a 65 anni stava già avviando le pratiche per la pensione. "Aveva una figlia e un nipotino, che la prossima settimana compirà nove anni e che non aveva occhi che per lui" racconta Giuseppe Rigano, suo collega e vicino di casa. "Era una persona dignitosa", un "uomo tranquillo", dicono ancora di lui. E chi vive qui pensa anche che "da quindici anni non succedono cose simili: tamponamenti si, ma non due decessi".

All'ora di punta, sulla striscia di cemento che divide i due sensi di marcia, un gruppo di abitanti discute animatamente con i funzionari del commissariato Zisa e il comandante dei carabinieri della zona. "Qua le saracinesche si stanno abbassando ad una ad una" si lamenta qualcuno: questo tratto di strada era già stato oggetto di numerose proteste da parte dei cittadini del quartiere, tant'è che la sua chiusura venne rimandata di un giorno, a causa di un presidio che bloccò i lavori. Adesso si sommano altre lamentele: "Vogliamo chiedere ai figli che sono rimasti orfani di padre, per vedere se è bello?", urla il fioraio che lavora poco lontano. Qui il pedone deve attraversare un senso, percorrere qualche metro orizzontalmente e poi di nuovo tagliare verticalmente la strada. Un tecnico ha spiegato che in effetti è stato fatto tutto molto, forse troppo velocemente: a sbarrare la strada ai pedoni sono rimasti solamente degli ostacoli bassi, facilmente attraversabili. il flusso pedonale, in questo modo si disperde, per accorciare il tragitto qua e là.
E poi la velocità, quella massima, dei settanta orari, ricorda un funzionario. "Non ho neanche il tempo di attraversare" si lamenta invece un uomo che spesso, per accompagnare suo figlio, deve passare di qui, come anche un disabile, che non riesce a camminare abbastanza velocemente.

"Incontreremo le rappresentanze di circoscrizione: vedremo di fare in modo che i pedoni siano obbligati a percorrere un certo percorso, o comunque che l'attraversamento sia unico da una parte all'altra della strada" dice un funzionario del commissariato Zisa. Più tardi, poco più in là, sui resti di vernice bianca del vecchio attraversamento, una mamma passa correndo con il suo bambino, tirandolo per la mano, proprio mentre il rosso, appena scattato, dava di nuovo il via libera al traffico. Lì vicino due striscioni affissati forse questa mattina: "Grazie sindaco della sua attenzione" recita uno, mentre su un altro con una bomboletta spray è stato scritto "Vergogna". In basso appoggiati a terra, ancora fiori.