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La vera storia dello "scandalo"

Amarissimi cannoli...


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cannoli, cuffaro, mafia, regione siciliana, sentenza, Cronaca, Palermo
"Quanto non ha potuto una sentenza, ha potuto un vassoio di cannoli". Era questo che si diceva nel gennaio del 2008 quando Totò Cuffaro si è dimesso dalla presidenza della Regione siciliana. Quella foto del governatore con vassoio di dolci in mano ha fatto il giro del mondo, sempre affiancata al concetto del "festeggiare" una sentenza di condanna. Ma, ad onor del vero, chi era presente in quell'occasione - la conferenza stampa convocata a palazzo D'Orleans il 19 gennaio 2008 - racconta altro.

Parla di un vassoio ricevuto, come di consueto ogni sabato, da una pasticceria di Castronovo di Sicilia, sulla statale 189 che da Agrigento porta a Palermo. Parla del 'black-out' degli addetti stampa del presidente. Il vassoio incriminato l'hanno aperto e messo in bella mostra a favore dei giornalisti. Una 'seconda colazione' omaggio di chi sarebbe intervenuto.

Infine Cuffaro che, alla vista del vassoio, ha deciso di spostarlo dalla posizione in cui era stato messo, forse proprio per evitare che passasse il concetto di una festa. Ed ecco il momento decisivo, quello scatto del fotografo Michele Naccari assurto a simbolo.