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L'amministratore giudiziario a "S"

"Tutte le ombre
delle imprese di Aiello"


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“I contratti per le forniture sono stati i primi a cui ho messo mano. Senza particolare sforzo ho ridotto del 50 per cento i prezzi. Diciamo che prima il rapporto con i fornitori era condito da un dare-avere fuori dalle logiche contabili”. L'amministratore giudiziario delle aziende di Michele Aiello, il ras della sanità privata per il quale nei prossimi giorni arriverà la sentenza di Cassazione, delinea le ombre delle società dell'imprenditore di Bagheria in un'intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero di “S”, il magazine che guarda dentro la cronaca, in edicola da sabato 22 gennaio.

A partire dalle forniture, sulle quali, secondo Dara, gravava la consuetudine a un “riconoscimento a titolo oneroso per chi aveva fatto il contratto. Per i soli contratti di manutenzione siamo scesi da cinque a un milione e mezzo di euro di costi annui, ma qualcuno ci ha fatto capire che gli accordi ufficiosi erano altri”.

Nell'intervista rilasciata a Riccardo Lo Verso, Dara parla a tutto campo delle aziende di Aiello, a partire da Villa Santa Teresa, il cuore pulsante delle attività del “re Mida” della sanità siciliana. “Aiello – afferma – ha potuto creare il suo patrimonio perché godeva di un riconoscimento consolidato. Non mi spiegherei altrimenti la diffidenza che accompagna la mia gestione. O meglio, potevo giustificarla nei primi mesi dal mio insediamento ma non negli anni successivi.

È il segno che ci sono molte persone alla Regione come nell'azienda sanitaria che hanno scheletri nell'armadio. Da qui la diffidenza nei confronti anche in quegli ambienti”. Con la gestione di Massimo Russo, però, secondo Dara, “è cambiato tutto”. Prima, però, le resistenze erano forti: “Ad esempio – spiega l'amministratore giudiziario – ancora oggi non capisco il comportamento dell'ex dirigente dell'ispettorato alla Sanità, Saverio Ciriminna. Non ha mai voluto incontrarmi. Volevo discutere con lui del tariffario per le prestazioni di radioterapia. Mi costavano mille e mi rimborsavano ottanta. Niente, non mi ha mai ricevuto”.