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Riforma elettorale

Un'unica scheda e voto disgiunto
Ecco come può cambiare la legge


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legge elettorale, palermo, regione, scheda, voto disgiunto, Politica
Un’unica scheda sulla quale l’elettore dovrà indicare il nome di un consigliere ma anche quello dello del candidato sindaco (dando quindi la possibilità del voto disgiunto), nessuna “blindatura” per candidature al femminile, nuovi limiti nella composizione della Giunta. Sono gli orientamenti emersi stamani nel corso della riunione della commissione Affari istituzionali dell’Ars, chiamata a discutere la riforma della legge elettorale. In primavera andranno alle urne gli
abitanti di  26 comuni siciliani (Canicattì, Castrofilippo, Montevago, Porto Empedocle, San Biagio Platani, Ramacca, Antillo, Capo D.Orlando, Caronia, Falcone, Ficarra, Galati Mamertino, Patti, San Marco D.Alunzio, Sant’Angelo Di Brolo, Torregrotta, Bagheria, Campofelice di Roccella, Ragusa, Ferla, Vittoria, Lentini, Noto, Sortino, Campobello
di Mazara) e l’obiettivo è quello di andare alle elezioni con le nuove norme.

Nei giorni scorsi era già stato raggiunto l’accordo – oggi confermato - per la scheda unica con voto confermativo per il candidato sindaco. Scelta che rappresenta una “mediazione” con le richieste del Partito democratico che, in prima battuta, aveva proposto di passare dalla scheda singola (come prevede la legge in vigore) a quella doppia per scindere del tutto l’espressione delle preferenze per sindaco e consiglieri ed evitare che il consenso per il consigliere “ricada”
automaticamente sul candidato sindaco della coalizione.

“Abbiamo trovato – spiega il presidente della commissione Riccardo Minardo – un’intesa di massima su alcuni dei punti più controversi. Nella formazione della Giunta abbiamo previsto un limite del 50% per l’indicazione, come assessori, di consiglieri comunali o provinciali”. “Per quanto riguarda la mozione di sfiducia al sindaco – aggiunge
Minardo – potrà essere presentata sia da due terzi del Consiglio, sia tramite un referendum popolare sostenuto da un numero di firme pari a un terzo dei votanti alla consultazione elettorale”.

Ancora in discussione la possibilità di estendere il sistema maggioritario ai Comuni che hanno fino a 15 mila abitanti (oggi il limite è di diecimila). Sarebbe invece stata bocciata la possibilità di un terzo mandato per i sindaci, cosi’ come l’ipotesi di riservare alle donne una quota delle candidature a consigliere.

“Non ci sono stati – commenta il capogruppo del Movimento per l’Autonomia Francesco Musotto – problemi particolari. Certo, la legge elettorale perfetta non esiste ma la scheda unica con il voto confermativo per il sindaco è una buona decisione. In questo modo non si avranno sindaci ‘sconosciuti’ ed eletti solo grazie a una coalizione forte. Si rafforza il potere di scelta dei cittadini, poi spetta ai sindaci essere all’altezza del loro compito”.

Questi gli orientamenti di massima, ma non mancano i contrasti tra partiti. Alla seduta di oggi  erano presenti gli esponenti dell’Mpa, del Pd, dell’Udc e Fli. Assenti invece i rappresentanti del Pid, del Pdl e Forza del Sud.

“Riteniamo – spiega Raimondo Torregrossa, in forza al Pdl – che la Sicilia abbia ben altre emergenze. E’ giusto che si discuta di legge elettorale, ma non c’è alcuna urgenza e andare avanti a colpi di maggioranza è vergognoso. Per questo abbiamo presentato una richiesta di rinvio della riunione, anche se il presidente Minardo ha poi deciso di procedere ugualmente con i lavori. L’Isola ha ben altri problemi adesso, basti pensare che siamo in regime di esercizio provvisorio ma non si sente parlare di bilancio. Abbiamo poi una vera e propria emergenza per quanto riguarda la sanità, con una riforma sbandierata e pazienti costretti ad aspettare ore e ore nei pronto soccorso”. “Adesso – conclude – leggeremo il testo della riforma e valuteremo il da farsi”.

Testo che dovrebbe essere definito entro martedi’ prossimo, quando la commissione si riunirà nuovamente. “Entro le 20 di martedi’ – chiarisce Minardo – potranno essere presentati gli emendamenti per procedere con la discussione mercoledì”. Una volta licenziato il testo la parola passa alla commissione sulla qualità delle leggi, quindi il ritorno in 1^ commissione per la votazione finale. “Penso – chiarisce Minardo – che la riforma potrà essere in Parlamento all’inizio di febbraio”.