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La moglie di Cuffaro

Ritratto di Giacoma, l'anti-Ruby


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(rp) Il compito dei giudici non è facile. Devono separare la colpa di un uomo dalla sua umanità. E valutarla. E' atroce la separazione di cui si narra.  Vale per Salvatore Cuffaro, già presidente della Regione Siciliana e già senatore. Vale - ricordiamolo - per i militi ignoti delle patrie galere, che subiscono in silenzio la privazione della libertà e degli affetti, come conseguenza di comportamenti criminali. Ma l'errore, col suo peso, talvolta, si annacqua nell'umana pietà. E viene a galla l'errante, con le sue ultime parole, prima della gabbia, con i suoi sguardi di preda in catene, con le carezze che non darà, con l'amore segregato dagli abbracci, con le mura ad accecare gli occhi, col bianco di un orizzonte finito, senza spazi, senza ostacoli da saltare, senza piste di decollo. Tutto questo è prigione. E non è sempre facile seguire un uomo in manette, nel sentiero ristretto del suo destino.

Giacoma Chiarelli è la moglie di Salvatore Cuffaro. Non la conosciamo personalmente. Raramente ne abbiamo sentito parlare. In anni di esposizione pubblica del marito, è stata una presenza discreta e morbida. Qualcosa che si avvertiva, un fruscio dietro le quinte, in qualche luogo caro a uso domestico, dove fosse possibile ritrovare la pace. Pensiamo che la vita di Giacoma - a prescindere dagli agi e dalla ricchezza - non sia stata semplice. Non solo la pressione pubblica. In quelle stanze familiari si sono sviluppati drammi che la cerchia ristretta dei Cuffaro conosce e che non sono stati mai raccontati per sobria discrezione dei protagonisti. Ci limitiamo a scrivere soltanto questo: nessuna forma di potere esenta una persona dalla sua quota necessaria di dolore e di sgomento. Sgomento e dolore sono stati affrontati, grazie anche alla preziosa pedagogia familiare della signora Cuffaro. E noi oggi non ci dimentichiamo di lei, in un'ora di solitudine. Per noi Giacoma Chiarelli è l'anti-Ruby. Ci sono bocche voraci che restano col potere, finché la tavola è apparecchiata. Ci sono donne che rimangono accanto al loro uomo, come è scritto nel libro dei sogni e dell'amore, davvero. Pure quando non ha più nulla. Nella buona e nella cattiva sorte.