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L'evento

Il Pd in conclave a Catania
Sostegno a Lombardo e polemiche


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Catania, pd, Cronaca
Il segretario del Pd siciliano Giuseppe Lupo conclude il suo lungo intervento. Dalla prima fila Beppe Lumia applaude convinto, mentre Enzo Bianco, a pochi posti di distanza, si prepara per andar via. In fondo alla sala c’è Mirello Crisafulli che cerca nella tasca del suo abbondante cappotto un accendino e con la sigaretta in bocca è pronto ad uscire.

Le diverse anime del Pd siculo continuano a pensarla diversamente e non fanno nulla per nasconderlo. Siamo all’hotel Sheraton di Catania sulla scogliera che si affaccia direttamente sullo Jonio per la prima assemblea dei circoli piddini dell’isola. L’obiettivo dichiarato era la ricerca di “un confronto a 360 gradi con i responsabili del partito sul territorio”, ma alla fine di questa lunga giornata pare che le diverse correnti del centrosinistra siano rimaste divise.

Il tema caldo è il sostegno al governo Lombardo. All’assemblea si mischiano i dialetti di ogni angolo della Sicilia: la base discute le scelte del partito. C’è chi come Gianfranco, 27enne di Motta Sant’Anastasia, è contro l’alleanza con l’Mpa, e chi come Gigi Bellassai, segretario del Pd di Comiso, vede l’intesa con Lombardo come “una scelta difficile ma necessaria per un percorso riformista”. Tra qualche stretta di mano forzata e sorrisi tirati c’era anche Gaetano Cardiel, segretario del Pd di Caltagirone e promotore del referendum su Lombardo, che dopo essere stato commissariato ha comunque partecipato all’assemblea di oggi per “ribadire la volontà degli iscritti”. Presente lo stato maggiore del partito ad eccezione della senatrice Anna Finocchiaro.

Durante il suo lungo intervento Giuseppe Lupo ha usato come collante di questo sfilacciato Pd l’antiberlusconismo e il merito di aver spaccato il Pdl in Sicilia. “Abbiamo lavorato – ha ribadito il segretario del Pd siciliano – per far entrare in crisi il Pdl e nel quadro regionale abbiamo ottenuto notevoli risultati. Il sostegno del Pd va a questo governo tecnico perché è costituito da gente capace come Giosuè Marino, Massimo Russo e Caterina Chinnici, che ovviamente dovranno dimostrare di saper lavorare bene. Il Pd darà le pagelle agli assessori e a Lombardo per vedere se avranno operato correttamente”.

Il segretario Lupo vede il bicchiere mezzo pieno perché “sono state intraprese riforme di centrosinistra, come il credito d’imposta per l’occupazione e le zone franche urbane”, ma chiede al contempo al governo regionale di “ritirare il bando per gli stagisti” e di “emanare bandi per le famiglie e contro la dispersione scolastica”.
Dopo l’intervento di Lupo la sala inizia a svuotarsi. Tocca ai rappresentati dei circoli prendere la parola e per tutto il primo pomeriggio si avvicenda al microfono la base del partito. Nel frattempo Enzo Bianco abbandona lo Sheraton e fa infuriare la sua concittadina Concetta Raia, che con un comunicato riprenderà l’ex sindaco reo di “non aver ascoltato i segretari dei circoli”.

Ma per Bianco tutti gli interventi dei rappresentanti della base erano “esclusivamente di una parte, senza che sia stata data la parola anche agli altri” e il senatore ha rilanciato l’idea di “un referendum non più consultivo ma deliberativo e vincolante”. Proprio mentre pronunciava queste parole Antonello Cracolici, capogruppo del partito all’Ars, sogghignando invitava i “dissidenti” a “continuare a giocare facendo i referendum” ed eventualmente ha consigliato loro “di rivolgersi al Tar”.

C’è anche chi come Serena Potenza, componente della segreteria provinciale del Pd palermitano, denuncia una censura. L’intervento doveva essere critico nei confronti dell’alleanza con Lombardo, ma ufficialmente per motivi di tempo è stato tagliato.
“La verità – spiega Serena Potenza - è che mi hanno censurata per le mie idee. Il mio intervento fuori dal coro avrebbe rovinato la festa, una passerella pro-Lombardo camuffata in un appuntamento per ascoltare i circoli”.
Il bilancio finale di quest’assemblea agrodolce è semplice da tracciare: il gruppo dirigente del Pd vuole continuare a governare con l’Mpa, mentre i contrari a quest’alleanza continueranno ad agire da “sabotatori” a colpi di referendum.