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Palermo, patenti facili. Dipendenti sospesi

Mazzette & Manette
Ecco i dialoghi della corruzione


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patenti facili, polizia, Cronaca
"E chi la ritira la patente? Chi la ritira la patente?". "La Motorizzazione". "Eh no no... tranquilla ascolta ascolta, non ti preoccupare. Quando ti fermano, chi la ritira la patente?". Sembra lo sketch di un film con l'esaminatore disarmato davanti al candidato impreparato e pure poco sveglio. E, invece, era l'esame tipo condotto dal funzionario della Motorizzazione di Palermo Antonino Nobile, il re delle 'patenti facili', finito in cella per corruzione insieme a due colleghi e sette titolari di autoscuole e agenzie di disbrigo pratiche. Altre 41 persone sono finite ai domiciliari. "Tu sei con la macchina. Io ho la paletta, ti fermo, ti chiedo i documenti", suggeriva ancora l'indagato. Solo allora la futura patentata rispondeva, incerta, tra le risate generali, visto che gli esami venivano sostenuti in gruppo: "la polizia". Un copione che si è ripetuto per decine di volte e che ha fruttato a Nobile, alla sua collaboratrice Rosamaria Mangano e a un altro dipendente, Emanuele Lo Cascio, che in cambio di aiuti e suggerimenti intascavano denaro, migliaia di euro. Patenti facili, ma non solo.

Chi aveva bisogno di un rinnovo del documento di guida, di un cambio di destinazione d'uso del veicolo, di un collaudo doveva solo chiedere a Nobile. E pagare. le agenzie che non seguivano "le regole": erano tagliate fuori e per veder concluse le loro pratiche aspettavano mesi. La tariffa era unica: 100 euro. E gli iter si velocizzavano, i candidati superavano gli esami senza doversi preoccupare di studiare precedenze e segnali stradali. "Con gravissimi rischi per la sicurezza della circolazione", ha commentato il procuratore aggiunto di Palermo Leonardo Agueci che ha coordinato l'inchiesta, condotta dalla sezione della Mobile specializzata nei reati contro la pubblica amministrazione. Le corruzioni accertate dagli investigatori sono 122. E solo in sei mesi di attività di indagine. Le prove a carico di Nobile e dei suoi complici e dei sette titolari di agenzie, a cui è stato contestata l'associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, sono schiaccianti. A svelare quello che era diventato un vero e proprio sistema delittuoso sono state le videocamere piazzate dalla polizia che hanno ripreso la consegna delle mazzette. Nelle immagini si vedono i corruttori far scivolare i soldi nelle mani del funzionario all'atto del saluto. O banconote andare a ingrossare cartelline che poi finivano nei cassetti della scrivania di Nobile, che, alla fine della ricca giornata di lavoro, esclamava contando i soldi: "Bingo". Sette tra scuole guida e agenzie sono state chiuse. Ma le indagini che riguardano anche gli altri 41 titolari, finiti ai domiciliari, potrebbero avere effetti pesanti anche per chi ha beneficiato dei favori di Nobile: come i candidati che hanno illegittimamente superato le prove a cui presto potrebbe arrivare la revoca della patente.

"Già domani mattina procederemo con i decreti di sospensione dal servizio e il contestuale avvio dei relativi procedimenti disciplinari nei confronti dei tre dipendenti regionali". Lo afferma l'assessore per la Funzione pubblica, Caterina Chinnici, a seguito degli arresti di tre dipendenti dell'amministrazione regionale siciliana avvenuti stamane nell'ambito dell'inchiesta sulle patenti facili alla motorizzazione civile di Palermo. Per accelerare i tempi, spiega l'assessore, "sarà il dipartimento della Funzione pubblica, attraverso l'ufficio unico per i procedimenti disciplinari, a reperire la documentazione giudiziaria necessaria per istruire le pratiche". "Per quanto riguarda la posizione di uno degli arrestati, il signor Nobile - continua l'assessore - l'amministrazione, a seguito di un suo coinvolgimento in un'inchiesta analoga, aveva già disposto il 28 gennaio dell'anno scorso la sospensione facoltativa dal servizio, in attesa dell'esito del procedimento penale e della sentenza della sezione Lavoro della Corte d'appello in merito al suo licenziamento". Con la delibera dello scorso 8 febbraio, la giunta regionale aveva deciso la costituzione di parte civile nel procedimento penale in corso presso il tribunale di Palermo. Qualche settimana fa, lo stesso Nobile aveva presentato all'amministrazione regionale richiesta di riammissione in servizio, ma il dipartimento della Funzione pubblica stava valutando la sussistenza dei presupposti per un suo eventuale reintegro, che alla luce dei nuovi fatti sembra potersi escludere.

(nella foto "la mazzetta")